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sabato, 4 Dicembre 2021
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bilancio della prima metà dell’anno pastorale

Se dovessi fare un bilancio della prima metà dell’anno pastorale, vorrei evitare di cadere nell’errore dei numeri: “Tutto è Grazia” e la conversione non avviene a tavolino.
Inizierei col dire che il giornale parrocchiale è stato proposto nove volte:Da trimestrale è diventato quasi mensile.
Le visite del sito sono raddoppiate. Le visualizzazioni quotidiane sono passate da duecento a quattrocento.
La presenza degli adulti è diventata più frequente alle S. Messe festive: Più attiva e, non legata solo al momento.
La Caritas parrocchiale, oltre alle distribuzioni bimensili e alle raccolte sempre più numerose, oltre a quelle collettive, anche quelle personali ed inizia a diventare sempre più presenza attiva.
Il non fare catechismo con i fanciulli e con i ragazzi, si è compensato con la catechesi per gli adulti.
Questo periodo ci aiuta a capire che la Parrocchia non è legata solo alle attività catechistiche, ma ad una pastorale “A ventaglio”, per abbracciare tutti. Ho usato un termine del Vangelo di Luca dove Giovanni il Battista dice riguardo a Gesù: ” Egli ha in mano il ventilabro per ripulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel granaio; ma la pula, la brucerà con fuoco inestinguibile”.
La visita mensile agli ammalati, si alterna tra il parroco e i ministri straordinari.
Tanti sono i lavori fatti e che si stanno facendo per la ristrutturazione del santuario in particolare, presso cui e’ bello sottolineare una presenza più frequente. al punto che, da una Messa settimanale, ultimamente sta diventando la Chiesa con più presenze di fedeli.
Ci si prepara ora al nuovo anno civile, sperando e pregando che possano ricominciare le attività catechistiche, almeno quelle relative alla Prima
Comunione, con la presenza attiva dei fanciulli.
Come dico spesso:”La Chiesa in tutto questo periodo non ha fatto la
proposta “Bussate e vi sarà aperto”. La porta è rimasta sempre aperta. Rammento che è stata chiusa solo un giorno, l’undici marzo 2020, per decreto del DPCM.
Che tutto ciò che verrà sia un dono che condividiamo e, soprattutto, come ci ha insegnato Papa Francesco, che”Rimanere alla radice della fede che è Cristo, un legame che si fortifica nell’Eucarestia”.