domenica, 8 Febbraio 2026
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EDITORIALE “fontana del villaggio” Agosto 2025Titolo: “E’ bella la strada per chi cammina…”

Mi capitava di riascoltare una delle canzoni più belle di Claudio Chieffo dal titolo: “E’ bella la strada”, un testo molto semplice e direi anche facile da cantare.
Mi colpiva il ritornello: ” È bella la strada per chi cammina.
È bella la strada per chi va.
È bella la strada che porta a casa.
E dove ti aspettano già”.

La strada, la vita, la realtà è un’ occasione in cui tu vivi e ti metti in gioco, “cammini” vai, cioè, verso una meta ed è questo prodigarsi in avanti che fa sì che ogni passo assume un senso.
Il rimanere statici di fronte alla realtà è il rifiuto del divenire protagonisti della propria vita.
Divenire, perché la vita è una crescita, non esiste fermata neanche quando sei diventato anziano e poi vecchio.
Sei sempre in gioco.
Essere felici è smettere di sentirsi vittima dei problemi e diventare attore della propria storia”. (Papa Francesco)
La felicità è questa meta, questo ideale che rende il cammino sempre più unico nella nostra storia.
Il termine Ideale è diverso dalla parola utopia.
Sempre Chieffo cantava: ”È veramente grande Dio. È grande questa nostra vita”.
Molte volte nella paura del vivere, ci si rifugia anche dietro le tradizioni, nel ripetere le frasi fatti come :”Si è sempre fatto così… gli antichi dicevano, ecc…”
Una domanda: ”Ma chi ha detto che prima era meglio?”.
Lo ripeto spesso e continuerò a farlo per non venir meno alla memoria. Come si usa dire, in soli 30 anni dal 1915 al 1945 ci sono state due guerre mondiali.
Questo ripetere “prima si stava meglio”, sinceramente non mi sembra poi tanto vero e attuale.
C’è una nostalgia nel cuore e non è il ricordo di ciò che facevamo da piccoli o nell’infanzia. La vera nostalgia è la “casa”. Cosa intendiamo veramente per casa?
Questa è la domanda essenziale che dà un senso al cammino.
Questa inquietudine muove il cuore a cantare la gioia della vita, senza limitarsi a dove mettere i piedi e voler star così sicuri lasciando che siano gli altri i protagonisti di una realtà che cambia.
E se poi cambia in peggio che farai?
Riprendendo l’insegnamento di Papa Francesco: “Io sono una missione su questa terra e per questo mi trovo in questo mondo”.
Non siamo un caso o un processo evolutivo. Noi viviamo un destino-vocazione che Dio ci offre.
Spiegavo ai fanciulli della prima comunione che Gesù si offre come dono all’uomo, un’offerta gratuita, un invito alla mensa eucaristica. E’ condivisone con la tua vita.
Questa è la mia “casa”…..
In Cristo vi ritrovo l’accoglienza di ciò che veramente sono.
Sac. Celia Roberto