venerdì, 6 Febbraio 2026
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Gli occhi di mio padre


Era un ragazzino che amava il calcio e aveva un padre affettuoso che condivideva la sua passione.
Anche se il figlio era in panchina, il padre era sempre tra gli spettatori a fare il tifo, trovando le parole giuste per incoraggiarlo.
Arrivò l’ultima settimana del campionato.
Con una vittoria, la squadra poteva essere promossa.
All’inizio della settimana, il giovane si avvicinò all’allenatore.
Aveva gli occhi rossi: «Mio padre è morto questa mattina. Posso saltare l’allenamento oggi?».
«Prenditi anche il resto della settimana, figliolo!».
Arrivò la domenica e lo stadio era affollato come non mai.
Nel secondo tempo, il ragazzo si avvicinò all’allenatore e disse: «Mister, fatemi giocare, per favore!».
«Va bene, vai dentro».
Gli spettatori non potevano credere ai loro occhi.
Quello sconosciuto ragazzino aveva preso in mano il centrocampo e fatto salire la squadra.
A pochi minuti dal fischio finale, con un tiro angolato, segnò il goal della vittoria.
I compagni lo portarono in trionfo.
Quando tutti ebbero lasciato gli spogliatoi, l’allenatore si accorse che il ragazzo era seduto in un angolo, tutto solo.
«Ragazzo, sei stato fantastico! Come hai fatto?».
Il giovane guardò l’allenatore, con le lacrime agli occhi, e disse: «Le ho detto che mio padre è morto, ma lei sapeva che mio padre era cieco?
Papà è venuto a tutte le mie partite, ma oggi era la prima volta che poteva vedermi giocare, e volevo dimostrargli che sapevo farlo!