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sabato, 4 Dicembre 2021
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Lettera alla presidenza UNITALSI…

PRESIDENZA NAZIONALE
U.N.I.T.A.L.S.I.
Carissimo Presidente,
sono un sacerdote, orgogliosamente unitalsiano ormai da tanti anni.
L’altra sera, martedì 19 ottobre,seguivo il programma “Le Iene” che, purtroppo, riportava il dramma, direi anche umano, degli ex presidenti della sottosezione Unitalsi di Roma.
Mi dispiace per l’accaduto e sono unito a voi con la preghiera, perché da parroco, comprendo molto bene le conseguenze di uno scandalo che negli anni porta a diffidare della Chiesa o, in questo caso, dell’intera associazione e non solo della determinata persona che ha compiuto il gesto.
Le scrivo proprio per questo.
Sarà la magistratura a giudicare ciò che hanno fatto gli ex presidenti.
Non sono un esperto in legislatura e, quindi, non spetta a me giudicare.
Mi ha dato fastidio, invece, il messaggio subliminale che ha lanciato il programma televisivo.
Mi dispiace per i volontari che sono stati intervistati.
Molto probabilmente alcune scene saranno state anche tagliate.
Questa è un’ occasione per ritenere che tali programmi hanno scopi molto ben diversi da quelli che possono apparire.
Innanzitutto, il danno che ora ha causato in tutti i volontari o benefattori, a diffidare di tutto e di tutti.
L’associazione UNITALSI non è un’ associazione di volontariato civile. Non siamo come la Croce Rossa o la Protezione Civile (tanto per citare un paragone), ma UN’ ASSOCIAZIONE ECCLESIALE LAICALE.
Non si è notato che raramente si è riportato qualche passaggio del cammino di fede che L’UNITALSI propone?
Da catecheta, so quanto sia difficile far passare un messaggio di fede. Non per questo però, per creare una certa empatia, escludo o do per scontato che ci sia un cammino di fede in tutto ciò che faccio.
Non si è notato che si è sempre insistito sulla parola “Volontariato”, quando, invece, noi barellieri e dame siamo stati educati al “servizio” cioè alla caritativa?
Qualcuno potrà dire che “è la stessa cosa”. Invece è proprio nel dettaglio che si insinua quell’ “Essere e fare la differenza” che è proprio della carità.
I volontari intervistati avranno anche pensato di aver fatto una buona cosa, ma basterebbe chiedere ai telespettatori che hanno seguito il programma o che hanno anche solo sorvolato tra una scena e un’altra, per capire che la conseguenza non tarderà a farsi presente.
Basta riflettere su un passaggio del programma. Come mai non hanno intervistato lei o l’attuale presidente della sottosezione romana?
La povertà umana, purtroppo, è come se vivesse una gara alla ricerca di un’ immagine esteriore. Lo riporto spesso anche in altre occasioni:”Hanno avuto i loro cinque minuti di gloria! Ed ora? Cosa rimane?”
Come dicevo prima, sono unito a voi con la preghiera, sapendo sempre che il male si insinua nel bene come la zizzania che appare grano buono ma che porta con sé la confusione.
Dio ci segue nei passi della caritativa.Questa è la vera certezza per cui noi siamo fieri di essere unitalsiani. Non per il bene che facciamo o per il bene che riceviamo. Carità è riscoprire in ogni istante una Presenza che si fa vera nel volto dell’altro. È riconoscere questa Presenza che è una Persona:Cristo!.

SAC. CELIA ROBERTO