venerdì, 6 Febbraio 2026
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OMELIA 31 MAGGIO 2025 (visitazione della B.V. Maria)


La Visitazione di Maria a Santa Elisabetta, la festa che celebriamo oggi a conclusione del mese mariano, è un invito rivolto anche a noi, a vivere questo “viaggio”, un cammino verso il traguardo, non di un “qualcosa”. Come spesso è stato ribadito in questo anno giubilare la visita a Roma o in altri luoghi giubilari, non sono una meta turistica, bensì un pellegrinaggio di fede in cui l’uomo porta con sé l’incontro con Cristo e diventa nello stesso tempo missionario al mondo, testimone della fede.
La Madonna vuole portare anche a noi, a noi tutti, il grande dono che è Gesù; e con Lui ci porta il suo amore, la sua pace, la sua gioia. Così la Chiesa è come Maria. La Chiesa non è un negozio, non è un’agenzia umanitaria, non è una ONG. La Chiesa è mandata a portare a tutti Cristo e il suo Vangelo.” (Papa Francesco)
Viviamo anche noi questo mandato missionario, portando l’annuncio di ciò che è vero e non un’ apparenza della Chiesa. Come spesso ha sottolineato il Papa “La Chiesa non è una ONG, un’ organizzazione di volontariato ecc.,..”
Il vivere la devozione a Maria, è un vivere protesi verso di Lei che è stata la prima missionaria.
Possiamo dire che Lei è stata la prima in tutto. E’ Lei il vero modello della fede come viene definita dal concilio Vaticano II.
Ci ha indicato la strada, ma ha anche vissuto la strada.
Fatta di incontri, di volti… non ha vissuto in un monastero.
La bellezza della devozione mariana è questo vivere con Lei, con la sua compagnia la dolcezza e nello stesso tempo il dramma del giorno.
Il tutto fa parte di Lei.
Cari giovani, lo sapete: il Cristianesimo non è un’opinione e non consiste in parole vane. Il Cristianesimo è Cristo! E’ una Persona, è il Vivente! Incontrare Gesù, amarlo e farlo amare: ecco la vocazione cristiana. Maria vi viene donata per aiutarvi ad entrare in un rapporto più vero, più personale con Gesù. Con il suo esempio, Maria vi insegna a posare uno sguardo d’amore su di Lui che ci ha amati per primo. Con la sua intercessione, Ella plasma in voi un cuore di discepoli capaci di mettersi in ascolto del Figlio, che rivela il volto autentico del Padre e la vera dignità dell’uomo”. (Papa San Giovanni Paolo II – 8 marzo 2003)
Vivere la missionarietà affrontando il sacrificio della strada, come ha vissuto la Madonna, in questo cammino verso la casa di Santa Elisabetta.
Noi diremmo non tanto una visita “di cortesia e neanche volontariato, perché la cugina era incinta”, ma il vivere un’amicizia nella fede.
Penso ad un confronto, a san Tommaso. Dopo la Pasqua, Gesù si fa vedere e lui (Tommaso) non crede alla compagnia degli amici (apostoli).
La Madonna, invece, che vive insieme alla cugina Elisabetta, ha fede nell’annuncio dell’Angelo.
Noi dobbiamo imitare questa amicizia nella fede, vivere questa compagnia che è la Chiesa, missionari nella quotidianità.