Oggi, in occasione della festa della mamma, si celebra la festa della Madonna di Pompei . Durante la celebrazione eucaristica pregheremo per le nostre mamme vive e defunte e concluderemo con la supplica
Mi piace ricordare che le mamme “non sono mai defunte”.
Proprio all’inizio di marzo, in un incontro di Scuola di Comunità, Don Carmelo che guidava l’incontro, diceva questa frase: ”Per un genitore il dono più grande è vedere che i figli possono generare la vita”.
Non nel senso di fare figli, ma nel senso che c’è una continuità del senso della vita.
Per un genitore non c’è delusione più grande che vivere nel figlio come una “fermata”, direi della ricerca del senso della vita.
Questa apatia o tristezza che hanno della vita.
“La vita si esprime come coscienza di rapporto con chi l’ha fatta e la preghiera è accorgersi che in «questo» momento la vita è «fatta».” Luigi Giussani
La preghiera è accorgersi che c’è un fatto, che la vita del figlio è un dono di un Altro. Non è come un qualcosa di tuo.
Vivere questo destino-vocazione con lui.
Penso ai genitori che hanno celebrato da poco la Prima Comunione con i loro figli con cui hanno condiviso la gioia di un cammino di fede.
Se è limitato alla sola festività, allora sì che si è perso quel tratto di strada che conduce a Dio.
È come vivere a tratti, senza una costanza, senza una direzione unica. Senza questo abbraccio confidenziale tra genitore e figlio, si cammina separati ed il tutto dove porta?
La comunione, non è stare insieme, ma vivere insieme.
Lo stare è obbligato, il vivere è una condivisione di essere famiglia.
“La prima preoccupazione di un’educazione vera e adeguata è quella di educare il cuore dell’uomo così come Dio l’ha fatto”. (Luigi Giussani)
Questo è ciò di cui un genitore si deve preoccupare.
Non riempire la pancia ma il cuore.
Riconoscere nell’altro il bisogno di un senso e generare in lui questa ricerca, questo desiderio.