In più occasioni abbiamo meditato la parabola del buon samaritano
anche dal punto di vista esegetico.
È una delle parabole più belle e dense di significato.
Lo stile dell’evangelista Luca poi è inconfondibile.
Questa parabola si lega alla parabola del Padre Misericordioso su cui abbiamo meditato in quaresima e mediteremo di nuovo nelle prossime domeniche.
L’uomo che si allontana da Gerusalemme (Dio) è come il figliol prodigo che si allontana dalla casa (Padre).
Quando non sei più legato a Dio, cadi nel peccato, il figliol prodigo va a pascolare i porci, il viandante invece viene assalito dai briganti:” Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono lasciandolo mezzo morto”.
I briganti sono il diavolo che ti lascia “mezzo morto” cioè quando rifiuto Dio vivi una vita a metà che poi diventerà vuota del tutto se non ti ravvedi, se non vivi la conversione. Hai sempre la possibilità di cambiare.
“La mancanza di fede porta spesso con sé drammi quali la perdita del senso della vita”. (Papa Leone XIV)
Arrivano due persone, il levita e il sacerdote che passano oltre perché secondo la loro morale, toccare un uomo coperto di sangue, mentre andavano al Tempio, era peccato. Come il fratello maggiore della parabola del Padre misericordioso che non accoglie il fratello minore, perché lo considera non puro, finché non farà la giusta penitenza.
Ed ecco il buon samaritano (il Padre-Dio della parabola del figliol prodigo) che, invece, accoglie l’uomo ferito, lo cura:” Invece un Samaritano che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino”.
Il biblista Silvano Fausti così spiega il dono dell’olio e vino: ”L’olio è l’unzione della sua umanità (Dio) che guarisce la nostra disumanità. Il vino è il dono del suo Spirito, l’ebbrezza della nuova vita di figli”:
Infine l’arrivo all’albergo (tutti-accoglie la vera traduzione).
Il samaritano è Gesù, se leggiamo bene all’inizio della parabola: ”Invece un Samaritano che era in viaggio, passandogli accanto…” mentre l’uomo scende da Gerusalemme, il samaritano va verso Gerusalemme e l’albergo a cui lo porta è Gerusalemme, c’è il ritorno a casa.
Infine la conclusione che spiega l’inizio del vangelo di oggi, il perché dei due comandamenti.
“Il giorno seguente tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”.
Il giorno seguente, l’indomani, siamo noi.
Gesù ci offre la sua Grazia ma lascia che poi siamo noi ad essere amanti del prossimo.
I due denari sono la legge e il vangelo.
Ci lascia ciò che serve per amare.
Ci offre la capacità di amare, di vivere la prossimità con l’altro.
Il prossimo chi è se non colui che hai di fronte?
“Gesù gli disse: “Va’ e anche tu fa’ così”.
Non è un imperativo ma un invito ad essere carità concreta.
“Il mondo ha bisogno della sua luce. L’umanità necessita di Lui come il ponte per essere raggiunti da Dio e dal suo amore” (Papa Leone XIV)