La 4^ domenica di Pasqua è la domenica della giornata mondiale di preghiera per le vocazioni alla vita consacrata.
Noi preghiamo affinché tanti giovani si lascino convincere dallo Spirito Santo a vivere la vocazione di vita consacrata a Dio, a non aver timore o paura, a lasciarsi amare pienamente da Dio.
Preghiamo perché rifioriscano nella nostra comunità, come lo è stato per molto tempo, nella nostra parrocchia, sia di sacerdoti che di suore e frati.
“Non ha importanza la forma della chiamata. È una cosa tra Dio e me. Ciò che è importante è che Dio chiama ciascuno in modo differente. Noi non abbiamo alcun merito. L’importante è rispondere con gioia alla chiamata.” (Madre Teresa di Calcutta)
Per noi consacrati, vedere fiorire una vocazione è un momento unico, è come “generare alla vita” come abbiamo meditato l’otto maggio.
Noi che abbiamo accolto di vivere tutto in Cristo, al di là delle varie difficoltà, dei nostri uffici o incarichi, nessuno ci può toccare o ledere l’amore a Dio, questa totale dedizione di vita a Lui.
Abbiamo ascoltato dal Vangelo: “Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano”.
È un’ unione del “per sempre”.
Ti entra nelle ossa la consacrazione a Lui.
Scusate il paragone: ”E’ come se ti venisse sostituito il midollo spinale”.
Non viene meno la tua volontà, la tua libertà di essere quello che sei, nella vita consacrata a Dio ti riconosci vero.
Lo so che è difficile da comprendere, ma quando mai amare in tutta la pienezza della propria vita si può spiegare?
È come chiedere ad una madre di spiegare l’amore per i figli.
C’è e basta!
È un amore, quello della vita consacrata, che non si può spiegare guardando solo la terra, ma alzando anche gli occhi al cielo. Come ben spiegava Papa Benedetto XVI:” La vocazione non è frutto di un progetto umano o di un’abile strategia organizzativa. Nella sua realtà più profonda, è un dono di Dio, un’iniziativa misteriosa e ineffabile del Signore che entra nella vita di una persona seducendola con la bellezza del suo amore, e suscitando di conseguenza un donarsi totale e definitivo a questo amore divino”.
Questo Divino ci chiama fin dalla nostra tenera età, come l’ho vissuta io, oppure lo riconosci da grande o ti rimetti in gioco anche nella stessa strada della vocazione, come Santa Madre Teresa di Calcutta che diceva: ”Una chiamata nella chiamata”.
La bellezza della vocazione è che è un continuo movimento.
Pensando ai fanciulli della Prima Comunione, ricordo me stesso che iniziai come loro il mio cammino vocazionale al seminario, subito dopo la prima comunione. Se tornassi indietro, rivivrei ogni momento e ringrazio chi ha pregato per me.
“Dietro e prima di ogni vocazione al sacerdozio o alla vita consacrata, c’è sempre la preghiera forte e intensa di qualcuno: di una nonna, di un nonno, di una madre, di un padre, di una comunità…” (Papa Francesco)