lunedì, 9 Febbraio 2026
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omelia DOMENICA 14 SETTEMBRE 2025 (ESALTAZIONE SANTA CROCE)


Come più volte vi ho spiegato, anche se oggi è domenica, in occasione delle solennità dell’Esaltazione della Santa Croce, c’è una liturgia denominata “propria”.
Perché è importante questa solennità diversa da festa?
È una delle feste liturgiche più antiche. Risale al 320 quando sant’Elena ritrovò la croce su cui Gesù venne crocifisso.
È una celebrazione in cui noi celebriamo, come diceva Papa Francesco: “Pur essendo Dio, Cristo umiliò se stesso facendosi servo. Questa è la gloria della Croce di Gesù!”
L’umiltà, il sacrificio di donarsi all’uomo, non è un segno di solidarietà per l’umanità: E’ un donarsi. E’ la vera carità.
Entra in relazione d’amore con noi.
La bellezza dell’amore di Cristo, come ripeto spesso, è: “Quando c’è un momento drammatico, diciamo all’amico “Se serve qualcosa chiama ecc…” Cristo invece non dice “Chiama se serve qualcosa, ma si fa presenza”.
Non aspetta ma si rivela,una rivelazione che sconvolge perché non avviene nella maestosità, come riflettiamo sempre nella festa di Cristo Re dell’universo (novembre) ma è l’umiltà del servire.
Il servizio di amare senza condizioni. Come ci insegnava san Bernardo da Chiaravalle :”La misura dell’amore è amare senza misura”.
Così si offre Dio a noi.
Ripercorrendo la strada diremmo al contrario: L’incarnazione, questo mistero di rivelazione ha il suo compimento nella croce. Dio si fa uomo per salvare l’uomo e lo salva nel dono della croce.
È un mistero unico. La Redenzione è un atto di amore in sé che non ha misura.
Nella resurrezione noi viviamo la beatitudine di questa strada che si conclude nella bellezza del regno dei cieli.
Come diceva sant’Agostino riguardo alla croce: ”È come se uno vedesse da lontano la patria e ci fosse di mezzo il mare: Egli vede dove arrivare, ma non ha come arrivarvi… Nessuno, infatti, può attraversare il mare di questo secolo se non è portato dalla croce di Cristo.
Si esalta la croce, si esalta l’amore.
Senza questo amore il mondo non potrebbe reggersi.
Ed infine, visto che domani è la festa della madonna Addolorata rivolgiamo a Lei, madre del dolore, che ha vissuto per prima il martirio della croce, un cuore che si spezza dl dolore nel vedere il Figlio innocente che muore, che esala quell’ultimo respiro ed offre all’ultimo sospiro, il dono della Madre alla Chiesa:” Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». Da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.