lunedì, 9 Febbraio 2026
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Omelia Domenica 20 luglio 2025 (XVI Domenica del tempo ordinario Anno C)


Oggi abbiamo ascoltato uno dei brani del Vangelo più conosciuti e direi che, se letti o ascoltati con superficialità, non ci aiuta a comprendere invece il vero significato di questo passaggio della vita di Gesù.
Mi ha colpito quando anni fa ho letto un libro di don Luigi Epicoco che spiegava l’amicizia di Gesù con Marta, Maria e Lazzaro.
Questo brano del vangelo cosa ci può insegnare?
Non è tanto quello che abbiamo sempre sentito per anni che è la differenza tra azione e ascolto, pragmatismo e meditazione…
Innanzitutto diciamo subito che Marta non sbaglia “a fare le cose che sta facendo” e Maria la consideriamo una donna di grande fede. Non dimentichiamo il passo del vangelo della resurrezione di Lazzaro. Sarà invece Marta che andrà incontro a Gesù e ascolteremo uno dei dialoghi più belli sulla fede. Maria, invece, si chiuderà in se stessa e diremmo, andrà in depressione, come spiegava don Epicoco.
Quando Gesù chiama Marta e lo fa per due volte, ricorda la chiamata-vocazione di Mosè, Samuele e poi di Saulo (Paolo).
È un invito che Gesù rivolge a Marta perché diventi testimone e riconosca la vera vocazione.
Convertire cioè il suo “io religioso”.
Se prima non c’è un ascolto, il fare, il pragmatismo prenderà il sopravvento su tutto.
La fede si misurerà non tanto dalle opere, ma se esse riusciranno saranno sempre valutate dalle nostre categorie umane.
Cos’è la conversione?
Riduciamo il tutto a ciò che è stato per tanto tempo, una trasmissione della fede del tipo scolastico e se l’altro risponde alle tue domande in modo preciso, allora è un uomo di fede?
Mi faceva riflettere un pensiero di Ferdinad Ebner: ”Spesso l’uomo, proprio nei momenti più difficili, non pensa a Dio.. Come sarebbe triste, allora, se Dio non pensasse a lui!”
Porsi in ascolto di Dio, come ha fatto Maria che ha vissuto quel momento che ora è unico.
(Gesù non abitava Betania ed era di passaggio. La comunicazione di allora non è come oggi e, quindi, ogni momento era unico).
Ma soprattutto cosa fa Maria?
Riconosce che Gesù è….
È la ricchezza della vita, è il dono che uno attende e non se lo lascia sfuggire.
Mi raccontavano che una volta Don Zeno, il fondatore di Nomadelfia, una volta un ragazzo (che avevano accolto, perché abbandonato, quindi immaginate tutte le sue problematiche) un giorno stava per incendiare la stalla.. lui rispose :”Non ha importanza, che si incendi tutto, purché si salvi la vita di questo ragazzo.”
Ciò che conta non è la temporaneità di questo mondo. L’errore che fa Marta, questo voler per forza primeggiare e pensare anche di farlo nel nome di Dio, ciò che conta è invece il contrario, lasciarsi amare da Dio.