domenica, 5 Febbraio 2023
Home / Catechesi / Omelia domenica 24 luglio 2022 (XVII domenica del tempo ordinario Anno c)

Omelia domenica 24 luglio 2022 (XVII domenica del tempo ordinario Anno c)


Per fermarsi e meditare il Vangelo di oggi sulla preghiera e sull’unica preghiera che Gesù ci ha insegnato, ci vorrebbero molte ore. Non è facile capire come ogni singola parola sia un dono che Gesù ci ha dato per comprendere la misericordia di Dio.
Come diceva un autore:”Il solo dire Abba” è tutta una preghiera.
Il poterlo chiamare “Padre” è un dono che Dio ci ha fatto.
Nel darci il Suo nome, come lo ha fatto con Mosè al monte Oreb:”Io sono Colui che sono”, vuol dire che Dio vuole instaurare un rapporto con l’uomo, vuole comunicare.
È una preghiera che manifesta la misericordia di Dio che viene incontro all’uomo e che è risposta ad un suo bisogno.
Gesù riporta alcune similitudini che viviamo spesso anche noi:
” «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani,….. Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione?”
La preghiera è questa mendicanza di Dio, è il rivolgersi a Lui per chiedere una presenza nella nostra vita, un divenire risposta alla nostra domanda.
Qual è veramente la domanda che noi poniamo?
La preghiera del Pater ci insegna cos’è la vera domanda:
” Dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
e perdona a noi i nostri peccati”

Questo pane che oltre ad essere l’aiuto materiale per vivere, è soprattutto il pane e la vita eterna, perché senza di esso non c’è redenzione, non c’è il perdono dei peccati e nello stesso tempo non c’è quella grazia di poter dire anche noi
” Anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
e non abbandonarci alla tentazione”»,

il viver con l’altro l’amore che abbiamo ricevuto.
Dio ama l’uomo prima dell’umanità. E’ un amore che si rivolge a te.
Pensiamo alla prima lettura di Abramo che chiede la grazia per gli abitanti di Sodoma che scende sempre di numero e che conclude così la prima lettura:
” Riprese: «Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora una volta sola: forse là se ne troveranno dieci». Rispose: «Non la distruggerò per riguardo a quei dieci».
Se Abramo fosse ancora sceso di numero, Dio avrebbe sempre risposto con la sua misericordia.
Pregare è ritrovare la dolcezza del “Padre-Abba”.
“La fede ci dà la sicurezza della presenza di Gesù sempre accanto, della sua mano che ci afferra per sottrarci al pericolo. Tutti noi siamo su questa barca e qui ci sentiamo al sicuro nonostante i nostri limiti e le nostre debolezze. Siamo al sicuro soprattutto quando sappiamo metterci in ginocchio e adorare Gesù, l’unico Signore della nostra vita”.
(Papa Francesco)