mercoledì, 11 Febbraio 2026
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Omelia Domenica 25 maggio 2025 (VI Domenica di Pasqua Anno C )


Il vangelo di questa domenica ci prepara alle due grandi feste che celebreremo nelle prossime domeniche: ”Ascensione e Pentecoste”.
C’è un invito di Gesù a vivere l’attesa del dono dello Spirito: “Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto”.
Vorrei soffermarmi solo un attimo su questa parola Della Sacra Scrittura che mi ha sempre colpito e che troviamo in particolare nell’Antico Testamento: ”Ricordare”.
Il Signore più volte ci invita a far memoria del Suo amore, della Sua Presenza. Anche se sarò ripetitivo, vi ricordo che la fede non è ammettere che Dio esiste. La fede è riconoscere che Lui è presenza nella mia vita.
Come si fa presenza?
Nella Chiesa, nella compagnia che siamo noi, un popolo di Dio.
Nel Battesimo spesso dico ai genitori che in questo dono del sacramento non solo viene cancellato il peccato originale, ma diventiamo Chiesa.
Questa compagnia, come riporta il vangelo di oggi: ”Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.”
Prendere dimora, mi ricorda quel termine greco dal prologo giovanneo: ”eschenosen” che significa “(“venne a piantare la sua tenda”)
Ricordiamo l’angelus? “E il Verbo si fece carne e piantò la sua tenda in mezzo a noi”. Questa sarebbe la traduzione letterale.
Il Signore è presenza e, come mediteremo domenica prossima, festa dell’Ascensione, il Suo ascendere in cielo non è staccarsi dalla nostra realtà, anzi la Sua presenza è divina in mezzo a noi.
Pensiamo al sacramento dell’Eucarestia, ciò che fa sì che noi diveniamo Chiesa, una vera chiesa e non un gruppo di persone (che stanno qui, perché è tradizione, come avviene nei funerali o in altri momenti). Nell’Eucarestia noi viviamo proprio questo dono dello Spirito Santo che trasforma il nostro stare insieme, in comunità.
Un sacerdote, molto conosciuto, Don Andrea Gallo diceva:” Arriva il momento in cui spezzo il pane con i miei “randagi” di strada. È il momento più bello, che mi fa capire quanto la Chiesa sia davvero santa nei suoi testimoni sconosciuti e nascosti agli occhi del mondo.”
Questa compagnia che è la Chiesa, vive appunto il suo mandato nei poveri del mondo.
In quella povertà, in quella sete e fame di Cristo.
Voglia il Cielo che tu possa riconoscere qual è quella parola, quel messaggio di Gesù che Dio desidera dire al mondo con la tua vita. Lasciati trasformare, lasciati rinnovare dallo Spirito, affinché ciò sia possibile, e così la tua preziosa missione non andrà perduta.” Papa Francesco