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giovedì, 26 Maggio 2022
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Omelia domenica 30 maggio 2021 (Domenica SS.Trinità)


La domenica di oggi è la festa della SS. Trinità.
Come ogni anno, in questa domenica, più che un’omelia, facciamo un po’ di catechesi. Iniziamo col riportare i due misteri principali della fede:
Unità e Trinità di Dio e Incarnazione, Passione, Morte e Risurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo
Oggi mediteremo il primo mistero.
Che significa Trinità?
“Dio è uno solo in tre persone realmente distinte, ma uguali nella loro natura.”
Ce lo spiega meglio il Papa Benedetto XVI:
Contempliamo la Santissima Trinità così come ce l’ ha fatta conoscere Gesù. Egli ci ha rivelato che Dio è amore “non nell’ unità di una sola persona, ma nella Trinità di una sola sostanza” (Prefazio): è Creatore e Padre misericordioso; è Figlio Unigenito, eterna Sapienza incarnata, morto e risorto per noi; è finalmente Spirito Santo che tutto muove, cosmo e storia, verso la piena ricapitolazione finale. Tre Persone che sono un solo Dio perché il Padre è amore, il Figlio è amore, lo Spirito è amore. Dio è tutto e solo amore, amore purissimo, infinito ed eterno”.
La festa di oggi, ci invita a riflettere su questo dono .Ogni volta che ci facciamo il segno della croce, esprimiamo la fede in Dio.
Viviamo esteriormente questo nostro legame di appartenenza ai due misteri principali della fede.
La passione di Gesù e la SS. Trinità.
E’ Mistero non nel senso che è incomprensibile e può apparirci, cioè, come un qualcosa di inventato.
La Chiesa quando parla di Mistero intende inaccessibile alla nostra ragiona umana. Ecco perché Dio ci ha mandato il Figlio, perché venga rivelato questo Mistero e diventi via.
“Matto è chi spera che nostra ragione / possa trascorrer la infinita via / che tiene una sostanza in tre Persone”. (Dante Alighieri)
Nello stesso tempo, però, la rivelazione divina viene incontro alla nostra conoscenza .E’ nel dono della fede che noi vediamo oltre a tutto ciò che appare a questo mondo.
Se tutto fosse limitato al nostro vedere, toccare o sentire, tutto sarebbe limitato ad un cerchio. Dio ci offre la vista dell’andare oltre a tutto ciò.
Mi piace riportare una spiegazione molto semplice:
” Diceva un musulmano: «Dio, per noi, è uno; come potrebbe avere un figlio?». Rispose un cristiano: «Dio, per noi, è amore. Come potrebbe essere solo?».
Come abbiamo già meditato domenica scorsa, festa della Pentecoste, la festa dell’inizio della Chiesa, questa nostra appartenenza all’essere comunità amata da Dio, voluta da Lui, perché l’amore possa vivere. Si deve rivelare. Si deve comunicare.
Questa relazione porta con sé la Grazia dello Spirito Santo, per percorre la via della fede che conduce alla salvezza che è un incontro.
L’incontro con la SS. Trinità.
“Seppellisciti in me perché io mi seppellisca in te, nell’attesa di poter contemplare nella tua luce l’abisso della tua grandezza”. (Beata Suor Elisabetta della Santissima Trinità)