martedì, 7 Febbraio 2023
Home / Catechesi / Omelia domenica 5 settembre 2021 (XXIII domenica del tempo ordinario anno b)

Omelia domenica 5 settembre 2021 (XXIII domenica del tempo ordinario anno b)


Il miracolo del sordomuto ci offre la meditazione sul valore dell’ascolto e della parola.
San Domenico insegnava:”O parli di Dio o parli con Dio”.
Diremmo che l’ascolto della Sua Parola deve avere “un udito vergine”, un’apertura alla meraviglia nuova che Dio offre al suo popolo. Ricordo sempre lo slogan che ci ripetevano i catecheti quando frequentavo i corsi per catechista:”Sa parlare chi prima sa ascoltare”.
Nel vangelo, l’ascolto assume anche il significato del fare e, come abbiamo meditato domenica scorsa dalla lettera di san Giacomo, ci pone di fronte al reale e a vivere la fede come un dono da condividere.
L’amore non è un’ideologia ma una persona concreta.
“Cristo ama l’uomo, un singolo uomo, tu!”(Papa Francesco)
Il miracolo di oggi ci aiuta a capire il bisogno avvertito dall’uomo . Dio offre una risposta:La Sua Parola, il bisogno dell’Infinito.
Bellissimo il passo del salmo di oggi che spesso cantiamo:
”Coraggio non temete. Egli viene a salvarvi”.
Dobbiamo riconoscere questa salvezza e poi vivere.
Pensiamo alla seconda lettura sempre di san Giacomo che ci mette in discussione quando noi facciamo preferenze verso le persone che diciamo di aiutare quando, in realtà, facciamo discriminazione:
”Se entra qualcuno vestito lussuosamente ed uno entra logoro, al ricco diciamo”Siediti qui comodamente”.Al povero, invece, offriamo lo sgabello dei miei piedi..”
Gesù ci educa ad incontrare la vera umanità dell’uomo.
Come vi dicevo domenica scorsa, bisogna guardare l’essenziale e non la formalità.
Gesù entra nel nostro cuore e offre se stesso per quello che siamo.
Egli è risposta al nostro vero bisogno.
Leggevo un pensiero molto interessante:
”A volte Dio non cambia le circostanze, perché Egli sta usando le circostanze per cambiarti”:
In un certo senso, questo è il significato dei miracoli:Un’occasione per farci vivere la nostra circostanza e mettere in discussione la nostra vocazione.
“Sorgi, o Madre di Dio: Con la tua voce penetrante parla per me”. (Sant’Ambrogio)
Rivolgiamo a Maria questa invocazione!
Tra qualche giorno festeggeremo la sua Natività.
Accogliamo l’invito alla sua parola che è vita!
Il popolo della Chiesa che siamo noi, deve ascoltare e vivere la sua voce.