mercoledì, 11 Febbraio 2026
Home / Catechesi / Omelia Domenica 7 settembre 2025 (XXIII Domenica del tempo ordinario Anno C)

Omelia Domenica 7 settembre 2025 (XXIII Domenica del tempo ordinario Anno C)


Davvero Gesù è “pretenzioso”.
Come si può dire:” Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo”.
Lo ripeto e ripeterò sempre che il vangelo va sempre letto e ascoltato con attenzione e, soprattutto, studiato.
L’espressione che usa Gesù ha un significato molto profondo.
Gesù ci invita a capire e a riscoprire quanto Lui veramente ci ama e ci offre di più.
Ermes Ronchi riportava questo paragone spiegando questa pagina del vangelo: “E’ come rompere una conchiglia per arrivare a trovare la perla che è dentro”.
Quando il Signore ci chiede di amarlo, non significa che non dobbiamo amare gli altri, ma scoprire ogni giorno il perché amare gli altri e da dove nasce questa Grazia per amare gli altri.
Dio, questa giornata è per te, questa giornata ha uno scopo ultimo che sei Tu. Cristo, tu sei lo scopo ultimo della fatica e del gusto che avrà questa giornata”. Luigi Giussani
Penso alla mia vita. Dovrò iniziare un nuovo cammino e, precisamente, rivivere con me stesso la continua evoluzione alla chiamata sacerdotale.
Se fossi legato alle cose di questo mondo, che sia la comodità della parrocchia o altro, come potrei amare il Signore nella pienezza e libertà a cui Lui mi invita?
Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».
Non è un “avere “ materiale a cui dobbiamo rinunciare, ma a un ricapitolarsi nella vita per riscoprire in quel momento, in quell’istante che il tutto è appartenenza a Cristo.
Purtroppo, troppe persone oggi si allontanano dalla luce, in un mondo di illusioni, in un mondo di ombre fugaci e promesse non mantenute. Se guarderete a Gesù, se vivrete la Verità che è Gesù, avrete dentro di voi la luce che rivela le verità e i valori sui quali edificare la vostra felicità, costruendo al contempo un mondo di giustizia, di pace e di solidarietà”. (Papa San Giovanni Paolo II)
Come dico spesso ai genitori al battesimo: ”I figli sono e non sono vostri”.
Cosa veramente il Signore desidera da lui? E a cosa tu sei chiamato a vivere con il dono del figlio.
Pensiamo a domani che si celebra la festa della natività di Maria.
La Madonna, il suo Sì incondizionato a Dio.
Essere discepoli di Cristo significa lasciarsi amare da Lui.
Come insegnava Papa Francesco: “L’atteggiamento di Maria di Nazareth ci mostra che l’essere viene prima del fare e che occorre lasciar fare a Dio per essere veramente come Lui ci vuole. E’ Lui che fa in noi tante meraviglie”.
È vero che c’è sempre il timore di ciò che sarà. La fede è affidarsi a Lui e non alle nostre forze.
Essere poveri per diventare veramente ricchi.