La festa che celebriamo questa sera, l’evento tanto atteso e vissuto da una moltitudine di persone, ci rincuora e ci spinge a vivere con più proposte nuove la celebrazione che vede riunita tanta gente.
Questo è il passaggio che dobbiamo vivere ora: Passare dal termine “gente-massa” a “popolo-comunità” in cammino.
Una festa che è stata preceduta dalla costante catechesi sulla grazia del giubileo, essere pellegrini di speranza.
Pellegrini che vivono la devozione mariana e vivono questa grande celebrazione alla ricerca di una meta.
Qual è il vero ideale di una festa, una festa a devozione della Madonna in particolare?
Lasciarsi amare.
Questo è l’ideale.
Solo riconoscendo questo amore divino, questa compagnia che non è fatta di apparente presenza, la Madonna vive con noi la bellezza di essere popolo.
Questa bellezza è ciò che spinge i nostri passi a credere con quella passione di stupore che fa sì che un popolo si riconosca comunità.
Diventa sempre più difficile fare questo passaggio se non viviamo il sacrificio.
Ve lo ripetevo già alla festa patronale a febbraio.
Senza questa passione per l’ideale del ricercare una comunione con l’alto, la passione di vivere una compagnia nella fede, ogni sacrifico lo vedremo come un ostacolo e non come un ponte verso l’altro, un abbattere l’ostacolo che divide. La diversità è ricchezza del dono di contribuire con la propria vocazione, un cammino comunitario.
“Per crescere nella tenerezza, nella carità rispettosa e delicata, noi abbiamo un modello cristiano a cui dirigere con sicurezza lo sguardo. È la Madre di Gesù e madre nostra, attenta alla voce di Dio, ai bisogni e alle difficoltà dei suoi figli “. (Papa Francesco)
In tutte le feste, noto come ormai tutti si prodigano fare le foto, quando in realtà bisognerebbe solo e semplicemente porre lo sguardo alla Madonna.
La semplicità di essere figli:Questa è l’obbedienza della fede.
Quando si vive la caritativa della visita alle nonne o alle mamme anziane, quando ormai non si riesce più a comunicare, cosa possiamo fare?
È semplice: Basta incrociare gli sguardi.
La preghiera è questa intimità con la mamma celeste.
“Attraverso la preghiera, Dio si rivela prima di tutto come Misericordia, cioè amore che va incontro all’uomo sofferente, Amore che sostiene, rialza, invita alla fiducia”. (Papa San Giovanni Paolo II)