lunedì, 6 Febbraio 2023
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OMELIA FESTA SAN BIAGIO 3 febbraio 2022


Nel festeggiare il nostro Patrono san Biagio, la nostra Comunità guarda in avanti, con uno sguardo nuovo e ricco di speranza.
Questo inizio deve coinvolgerci sempre più e deve porre il nostro sguardo alla speranza educativa innanzitutto.
L’educazione alla santità della Chiesa, nella testimonianza dei santi e dei santi martiri in particolare, sprona il nostro cuore ad amare il cammino che noi intraprendiamo ogni qualvolta incontriamo il volto dell’altro. In
ogni nuova occasione d’incontro siamo chiamati a confrontarci e a
vivere l’occasione di una nuova amicizia.
Ricordo un’espressione dei cartoni animati dei Simpson:”Lo straniero è un amico che ancora non conosci”.
Mettersi sempre in gioco con noi stessi!
Bisogna vivere con la speranza che non siamo noi le nostre forze, il nostro fare, a cambiare le cose, ma, come per i santi, è la Grazia di un Altro che ci percuote nel cuore e ci invita ad un cammino di fede tra la gente.
“Il martirio è una grazia di Dio che non credo di meritare, ma se Dio accetta il sacrificio della mia vita, che il mio sangue sia un seme di libertà e il segno che la speranza sarà presto realtà.“ — Óscar Romero
Il valore del martirio sta in questa speranza che noi poniamo in Dio.
Il martirio che viviamo ogni qualvolta proponiamo un incontro nuovo, ci rigenera e ci fa costruire un mondo nuovo.
È martirio sapersi mettere da parte, lasciare che la forza di Dio agisca in noi. Così diventiamo testimoni di un amore più grande che coinvolge la nostra Comunità a credere che il giorno del domani non può essere uguale a quello dell’oggi.
“Chi è obbediente alla voce divina / dure prove deve affrontare; / vigile dunque sia sempre il pellegrino, / attento, coraggioso e forte nel suo cammino”. John Bunyan,
Se il nostro fare mira solo a posizionare le nostre idee come se ognuno di noi avesse il pregiudizio che il proprio ideale fosse quello comune a tutti, se non lasciasse, invece, che tutto sia un incontro nuovo, la nostra Comunità seguirebbe una strada che non porta in avanti, ma diventerebbe un cerchio che ci chiude.
Spesso riprendiamo il passaggio di Papa Francesco:”Una Chiesa in uscita” pensando poi in particolare che il mese che verrà è dedicato ai missionari, in particolare ai martiri missionari. Riporto una spiegazione molto semplice che spiega questa provocazione del nostro Papa:” Quando si presentano nuove sfide, addirittura difficili da comprendere, la reazione istintiva è di chiudersi, difendersi, alzare muri e stabilire confini invalicabili. È una reazione umana, troppo umana. Tuttavia i cristiani hanno la possibilità di sottrarsi a questo rischio, nella misura in cui diventano davvero consapevoli che il Signore è attivo e opera nel mondo”. don Duilo Albarello* Avvenire 13-11-15)
Per un momento immagino il sacrificio che avranno vissuto i nostri santi martiri san Biagio e sant’Agnese che abbiamo festeggiato da poco e i santi Medici, nel sentirsi dire e non dire “Fammi il miracolo della carne- Che io possa tornare a camminare o poter mangiare- Che possa vivere in questo mondo, ma al di là di tutto- Cosa mi interessa la vostra proposta della salvezza eterna.
dovremmo ripetere con Isaia questa invocazione:” Poi io udii la voce del Signore che diceva: «Chi manderò e chi andrà per noi?». E io risposi: «Eccomi, manda me!».