sabato, 7 Febbraio 2026
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omelia FESTA sant’Innocenzo Gasperina 6 agosto 2025


Come comunità parrocchiale, celebriamo la festa di alcuni martiri durante l’anno, Sant’Innocenzo oggi, poi le sante Caterina e Lucia e, anche nelle parrocchie vicine, da poco festeggiato san Pantaleone.
Se guardiamo con attenzione, le statue o dipinti, i santi martiri erano tutti giovani.
Ed in un certo senso, sono feste per i giovani, cioè sono occasioni di testimonianza per coloro che vivono una vita di fede, sempre più in lotta con il compromesso che offre il mondo.
A tal riguardo, riporto un pensiero del Papa Leone XIV alla GMG di Roma : ”Sentiamo una sete grande e bruciante a tal punto, che nessuna bevanda di questo mondo la può estinguere. Di fronte ad essa, non inganniamo il nostro cuore, cercando di spegnerla con surrogati inefficaci!”
È questa scelta di appartenere a Lui, ad aprirsi al Suo cuore, a lasciarsi amare da Cristo che porta a vivere la vita con quella delicatezza e temperanza nello stesso tempo, a vivere la gioia della vita, la giovinezza stessa della fede.
Rileggiamo alcuni versi del salmo 119: “Come potrà un giovane tenere pura la sua via? Osservando la tua parola.…Con tutto il mio cuore ti cerco: Nella via dei tuoi insegnamenti è la mia gioia, più che in tutte le ricchezze.”
Questa ricerca di Dio, a volte, porta con sè anche i dubbi ed è giusto che sia così perché il cuore dell’uomo domanda, in quanto la verità, non è un’ idea o una frase, ma è quel Mistero che ti avvolge in tutto, che ti pone oltre a questo mondo. L’inquietudine, il porsi la domanda, stimola la fede, come diceva sempre Papa Leone XIV ai giovani a Tor Vergata:” Cos’è veramente la felicità? Qual è il vero gusto della vita? Cosa ci libera dagli stagni del non senso, della noia, della mediocrità?” I martiri hanno vissuto lo sguardo oltre a ciò che noi abbiamo di fronte. Amo mia moglie, perché?
Perché vedo che è la madre dei miei figli? Perché è giovane? Perché accudisce la casa ecc… Oppure la amo perché vedo oltre a ciò che ho di fronte a me? Se il nostro cuore, non pone la ricerca oltre, cosa rimane veramente nella nostra vita che ci rende felici di essere tale?
“Il vero martire è colui che è diventato lo strumento di Dio, che ha perduto la sua volontà nella volontà di Dio, e che non desidera più niente per se stesso, neppure la gloria di essere un martire.”(T.S. Eliot)