Possiamo dire che siamo cresciuti sotto il Suo manto.
L’educazione religiosa che abbiamo ricevuto fin da piccoli e, in particolare, la preghiera è sempre stata rivolta a Lei.
Un’educazione che ora da adulti viviamo non solo per noi, ma che dopo aver gustato e continuiamo a gustare il bello del rapporto con Maria, lo comunichiamo agli altri. Non c’è ragionevolezza più vera se non comunicare l’esperienza della bellezza.
Tra i tanti canti popolari che conosciamo, io personalmente ricordo questo: “Mira il tuo popolo” che cantavamo in processione la sera del 14 agosto, quando si portava la Madonna dei Termini, dal santuario alla chiesa matrice.
Riporto un versetto: “In questa misera valle infelice / tutti t’invocano soccorritrice. /Questo bel titolo conviene a te”.
La Madonna che soccorre i suoi figli, un’esperienza che viviamo in tante occasioni, perché la preghiera non è un dare, non è un offrire qualcosa, (come spesso mi capita di riprendere l’espressione comune di tanti “abbiamo fatto la devozione” in riferimento a chi mette i soldi nella cassetta delle offerte per la festa).
La preghiera è un’ invocazione, è una mendicanza che solo un Altro ci può offrire.
In Maria noi vediamo e viviamo l’intercessione presso il Padre che accoglie la nostra “infelicità” e ricapitola il tutto, nella felicità di essere figli.
Vi riporto un passo dell’omelia di Papa San Giovanni Paolo II alla veglia della GMG del 2000:” In realtà, è Gesù che cercate quando sognate la felicità; è Lui che vi aspetta quando niente vi soddisfa di quello che trovate; è Lui la bellezza che tanto vi attrae; è Lui che vi provoca con quella sete di radicalità che non vi permette di adattarvi al compromesso; è Lui che vi spinge a deporre le maschere che rendono falsa la vita; è Lui che vi legge nel cuore le decisioni più vere che altri vorrebbero soffocare. E’ Gesù che suscita in voi il desiderio di fare della vostra vita qualcosa di grande, la volontà di seguire un ideale, il rifiuto di lasciarvi inghiottire dalla mediocrità, il coraggio di impegnarvi con umiltà e perseveranza per migliorare voi stessi e la società, rendendola più umana e fraterna”.
È molto bello questo passaggio perché ci aiuta a riconoscere ciò che siamo veramente.
L’uomo ha questo desiderio di felicità e in chi cercarla e trovarla se non in Gesù?
Attraverso Maria, noi viviamo questa compagnia di pellegrini, verso quell’ideale che ci completa.
Ci si meraviglia sempre quando ritroviamo quello stupore di fronte all’immagine della Madonna che ci offre il Bambino Gesù.
Questa offerta, questa sua intercessione che come cantiamo nel canto popolare:” Tesori e grazie racchiude in sé. Del vasto oceano propizia stella, ti vedo splendere sempre più bella; al porto guidami per tua mercé”.