Voglio iniziare la meditazione di questa festa, con questa testimonianza.
Qualche anno fa, una domenica stavo partecipando alla Messa .Ero seduto in uno dei banchi vicini alla porta d’uscita, alla fine. Quel giorno è accaduto qualcosa di simile alla prima storia che ho condiviso.
Mentre padre Lamberto Picado distribuiva la Santa Comunione, un bambino molto piccolo si è messo vicino a lui di fronte all’altare e gli parlava.
Essendo distante non riuscivo a capire cosa dicesse, ma si notava che era molto curioso e poneva tante domande. Dopo un po’ la mamma è andata a prenderlo per riportarlo al suo posto.
Quando il buon padre Lamberto stava per terminare la Messa con la benedizione finale, si è fermato per qualche momento, si è avvicinato al microfono e ci ha detto: “Devo dirvi qualcosa. Sicuramente molti di voi si sono resi conto che mentre distribuito la Sacra Comunione un bambino molto piccolo mi si è avvicinato e ha iniziato a parlarmi. Era molto curioso, quella curiosità infantile che è sana e pure e che agli adulti può insegnare molte cose.
Quel bambino guardava l’Ostia bianca e mi ha chiesto: ‘Che cos’è? A cosa serve? Puoi darla anche a me?’”
Pensando a questo racconto, mi facevo anch’io la domanda.
Se prima non viene spiegato a cosa serve il fare la comunione, non capiremo cosa veramente stiamo celebrando oggi e, purtroppo, ci lasceremo sopraffare dal resto delle cose. Papa Benedetto XVI lo spiegava così: ”Se Gesù dice io sono il pane della vita, vuol dire che Gesù stesso è questo nutrimento della nostra anima, dell’uomo interiore del quale abbiamo bisogno, perché anche l’anima deve nutrirsi. Abbiamo bisogno proprio di questa amicizia di Dio, che ci aiuta a prendere le decisioni giuste. Gesù ci nutre così che diventiamo realmente persone mature e la nostra vita diventa buona.”
Gesù, nutrimento nella nostra vita, si fa, cioè, pane vero.
C’è il rischio che spesso noi pensiamo che il pane vero sia la ricchezza di questo mondo. Pensiamo, ad esempio, che il bello della prima Comunione siano i regali o la festa.
Invece è altro.
Ve lo dicevo una domenica proprio dopo il festival di Sanremo: ”Dobbiamo scegliere se ci piacciono le canzonette o le canzoni”.
A cosa serve veramente la Comunione se non perché abbiamo bisogno di una guida nella nostra vita? Senza la guida, abbiamo presente se andassimo a scuola e non ci fossero i maestri? Cosa impareremmo?
Gesù ci aiuta nel nostro cammino di fede e lo fa donandoci se stesso.
Non è più come abbiamo fatto fino alle prove di questi giorni in cui ricevevamo l’ostia così, come per gioco.
Non solo oggi, ma da oggi in poi è importante capire: Riceveremo Gesù nella nostra vita.
Anche noi adulti abbiamo il difetto di non aver più memoria.
Dovremo invece risvegliare quel ricordo di quando eravamo bambini ed aspettavamo la prima Comunione.
Non è un premio ma una continuità nella nostra vita.
Non è che finisce il catechismo, anzi, ora dovrebbe esserci il vero catechismo.