sabato, 22 Giugno 2024
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OMELIA TRIGESIMO MAMMA – 9 OTTOBRE 2023


Quando celebriamo un trigesimo, in un certo senso è come se il dolore della perdita di una persona si appianasse. Dopo il momento della confusione inizi a meditare. Sarà la razionalità o il tempo che aiuta a maturare. Quello che ho sempre detto ai funerali, lo ripeto anche oggi.
Una persona non manca solo in alcune date o eventi. Ti manca nella quotidianità.
Quando vivi con fede questa mancanza, la vivi come memoria e non ricordo di un qualcosa che è stato, la vivi ora, perché la resurrezione non è un qualcosa che verrà, è invece quella Grazia che rende il presente più vivo di prima.
La testimonianza di san Paolo: ” Per me il vivere è Cristo e il morire un guadagno», significa che il tutto appartiene a Lui.
Quando la fede viene meno oppure non c’è, è un vuoto che rischi di colmare col tutto ciò che viene e nello stesso tempo è un niente, perché solo l’Avvenimento di Cristo può offrire una risposta e dare un senso al reale che ora vivi.
L’occasione dei trigesimi o anniversari, invece, è un’occasione in cui inviti l’altro alla carità.
Ricordo una cosa che mi disse mamma dopo un po’ di tempo che era morto papà: “Anche se tuo padre era un tronco di legno, ormai, io avevo almeno una compagnia accanto a me nel letto”.
La solitudine delle vedove, anche se hai una famiglia accanto che ti ama e ti diremmo “custodisce” nel senso bello del termine, porti con te una solitudine nel cuore che non puoi e non devi colmare, perché quella solitudine è la tua vocazione a viverla come una grazia che ti aiuta anche ad amare.
Quando vivi tutto questo con serenità?
Ripeto quello che dissi al funerale:”Anche se ci è mancata gli ultimi giorni, io ringrazio Dio per il dono che è stata”.
Se hai vissuto il momento del prima con la tua presenza, se hai vissuto amando l’altro (e non fare le cose per dovere) ma con l’amore di te stesso (chiedendo perdono anche per le volte che noi figli alziamo la voce o rispondiamo male) non vivi un distacco, ma un cammino.
La presenza è tutto. I messaggi telefonici o altro, passano.
La presenza, il respiro dell’altro,(anche il respiro malato del covid) il suo sguardo, invece, è tutto.
Da quando frequentavo la nostra comunità di Gasperina, ho sempre vissuto l’esperienza del cuore e lo dico con orgoglio, ”della pietas umana”, cioè, quella presenza ai funerali, quando il defunto non aveva parenti. E non c’era bisogno dell’avviso del parroco al partecipare al rito dell’esequie e non vorrei che i funerali un giorno (come avviene già in tante città) diventassero come i matrimoni, dove si partecipa per invito.
Tu vivi quell’amore per l’altro innanzitutto perché nel tuo cuore hai anche tu quella solitudine che ti riporta il ricordo del passato.
Essere certi di vivere un dono, con tutto quello che comporta.
Ci sono e ci saranno discussioni tra genitori e figli. Se non ci fossero, vuol dire che non si incontrano mai.
L’amore materno ha in se’ qualcosa di sempre nuovo.
Questo amore, lascia perdere tutto perché sa che l’altro deve anche crescere e confrontarsi col reale.
Accumula dentro, ha pazienza, vive il dramma del silenzio. Come lo definisco “il dramma educativo”, quello dell’attesa, dell’affidarsi non al tempo nel senso astratto ma al Padre del tempo.
Perché viviamo il rapporto della mamma con la Madonna?
Mi colpiva quello che lessi anni fa di Don Epicoco:”Noi chiediamo alla Madonna, perché come una mamma, non dice mai di no”.
Il più grande dramma che esse vivono è il “voler il bene dell’altro”.
È un dramma perché ami l’altro ma sai che nello stesso tempo, il suo amore non è tutto per te.
Allora tu lo condividi con un’altra, che sia la nuora o genero, i suoi figli in particolare o come lo è per noi consacrati a Dio, con la Chiesa.
Sapete da dove ho imparato cosa significa l’amore dei nonni?
Una volta mia mamma si faceva uno scrupolo e mi diceva: ”Ma è peccato secondo te, perché io voglia più bene all’ultimo nipotino?”.
Io le dicevo: ”Sarebbe peccato il contrario”. E’ normale avere una certa affettività per il più piccolo. Ma, soprattutto, è normale che i nipoti per una nonna vengano prima dei figli e non perché sono piccoli o altro. Una madre sa che l’amore vero è quello di amare ciò che tu hai di più caro.
Noi abbiamo bisogno della certezza di un amore.
Che cos’è la fede, se non la certezza di una Presenza.
Mi piace riportare questo paragone per spiegare la fede, penso a quando noi eravamo piccoli ,nella notte e in silenzio, le nostre mamme ci rimboccavano le coperte. Questa per me è la fede.
Chi è una madre?
Una volta lei mi disse: ”Quando una mamma si corica tranquilla la sera sapendo che i figli sono fuori, non è una buona mamma”.
Non significa che non bisogna dormire, chi è mamma sa la differenza tra aver sonno e dormire.