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mercoledì, 19 Maggio 2021
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VENERDI SANTO 2^ MEDITAZIONE Ecce Homo


Continuiamo la seconda parte della meditazione del santo venerdi, con i tre punti, i tre passaggi che si volgeranno ora, con la presentazione
ECCE HOMO-CROCE E MADONNA ADDOLORATA
ECCE HOMO: colgo l’occasione, continuando sempre la meditazione della catechesi biblica, riportando una figura, che in un certo senso, su tanti aspetti, ci somiglia:” PILATO è lui che userà questa espressione:”Ecce homo-ecco l’uomo”. Una frase che precede poi l’espressione centrale nel vangelo di Giovanni che abbiamo ascoltato nella lettura della passione di Giovanni.”Ecco il vostro re”.
Pilato, involontariamente lo presenta al popolo, “ecce homo” ecco il figlio dell’uomo, ecco l’inviato da Dio.
I pagani, coloro che non conoscono Cristo, lo presentano come tale, il momento della coronazione di spine, ciò che per gli altri, i soldati e chi per loro, è un umiliazione, Giovanni l’evangelista, invece vede il paradosso, ecco il re, Colui che voi umiliate, noi lo esaltiamo, perché una corona di spine, una mantello rosso e lo scettro, che voi consegnate come umiliazione, per noi è la certezza che Dio si è fatto uomo, per salvarci. Non più un re che prevarica la libertà umana, ma offre l’amore nella libertà di essere per Lui e con Lui.
Pilato, è l’uomo che vuole stare in disparte, che non vuole compromettersi e colui che non vuole essere disturbato nel compiere il suo servizio.
L’anno scorso, proprio nei primi mesi, diremmo ”di libertà” dai mesi di chiusura totale, abbiamo fatto un incontro, già non condividevo l’idea di farlo tramite social, perché ho sempre sostenuto l’idea che se noi della caritas diocesana, abbiamo vissuto l’esperienza dell’incontro personale con i poveri, proprio per vivere quella carità di un incontro con al solitudine della dramma della povertà, perché non farlo di persona?
Belò fare questo incontro social, uno dei responsabili nel’impegno della pastorale del lavoro, esternava che il suo dramma, in quel momento era che purtroppo dopo la riapertura parziale, aveva perso la tranquillità del sonno, che aveva invece durante la chiusura totale dei mesi precedenti. In quel momento ho chiuso il collegamento, perché uno che vive per se stesso, ed è poi invece responsabile dell’aiuto verso chi ha perso il lavoro, è il “Pilato dei nostri giorni”.
Ecco l’uomo, ecco invece Colui che ama l’uomo, che si fa umiliare, perché potessimo capire anche noi, che l’amore, la passione, passa nel sacrificio di se stessi, perché solo il seme che muore, produce frutto.