martedì, 18 Giugno 2024
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Omelia della Domenica 18 giugno 2023 (XI domenica del Tempo Ordinario anno A)


Abbiamo ascoltato uno dei passaggi del vangelo che ci aiuta a vivere con Gesù la sua tenerezza verso l’umanità:
”In quel tempo, Gesù, vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore”.
Mi voglio soffermare su questo versetto, aiutato anche dalla spiegazione di un grande biblista Silvano Fausti.
Il termine “compassione”, purtroppo, noi lo traduciamo con “pietismo”. Invece ha tutt’altro significato. Questo termine esprime la qualità materna dell’amore di Dio. Lui vive con noi il male dell’abbandono. Come riporta il vangelo “erano stanche e sfinite”. L’uomo che si allontana da Dio è perso. Senza un pastore che lo guidi alla sorgente dell’acqua vera, alla Verità, il gregge muore.
Capisco sempre di più il famoso pensiero del santo Curato D’Ars:«Lasciate per vent’anni una parrocchia senza un prete e vi si adoreranno le bestie».
Senza una guida, il popolo si disperde.
Ecco perchè Gesù invita anche noi, ora come allora, alla preghiera per le vocazioni.”La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!».
Non dice “datevi da fare” ma affidatevi al Padre.
Bello il commento di Silvano Fausti riguardo a questo versetto:
”La missione è seminare e raccogliere insieme. Chi semina si incontra con chi miete. Infatti chi semina misericordia ottiene misericordia”.
Questo l’ invito ad essere protagonisti di una comunità che sempre di più si allontana da Dio.
Non illudiamoci di alcuni momenti che siano le emozioni delle prime Comunioni o Cresime.
Non confondiamo l’emozione con la fede. Essa è solo un momento.
C’è bisogno di un’eccezionalità, di un incontro con Dio che ti cambi dentro e ti aiuti a riscoprire il tuo essere missionario nella realtà in cui vivi.
Essere uomini di carità fa ed è la differenza in una comunità.
Come scriveva l’autore del piccolo principe: ”Donare significa gettare un ponte sull’abisso della solitudine”.
Un uomo lontano da Dio vive la solitudine, perché pensa lui stesso di essere Dio, di essere il centro del mondo.
La vocazione della genitorialità, come dicevo ai genitori della prima comunione, è uscire dall’individualismo:
”Il genitore di ogni generazione vive la menzogna dell’individualismo, cioè, il pensare che tutta la storia è la nostra storia”. (Don Luigi Epicoco)