lunedì, 6 Febbraio 2023
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Omelia domenica 12 settembre 2021 (XXIV domenica del tempo ordinario anno b)


La professione di fede di Pietro”Tu sei il Cristo” è la risposta alla domanda concreta che Gesù rivolge ogni giorno ai suoi discepoli.
C’è una domanda generale:”La gente chi dice che io sia?”
Gesù è un vero catechista. Ogni tanto si ferma per un momento di verifica, come per dire: ”Vediamo dove stiamo andando, vediamo cosa state capendo”.
Poi si rivolge a me personalmente, perché la fede è questo rapporto unico col Padre. “Tu cosa pensi, cosa desideri, chi hai incontrato?”
L’espressione “Tu sei il Cristo” è come dire: “Tu Cristo sei il senso della mia vita”.
Il filosofo Pascal si esprime meglio con queste parole:”Non soltanto conosciamo Dio unicamente attraverso Gesù, ma solo attraverso Lui conosciamo noi stessi. Non conosciamo né vita né morte se non attraverso Gesù Cristo. Senza Gesù Cristo non sappiamo che cos’è la nostra esistenza, né il nostro fine, né Dio, né noi stessi”.
Spesso mi piace ripetere questo slogan:”La fede è il passaggio da Gesù al Cristo”.
Dire Gesù è come dire che è un personaggio storico. Potremmo anche dire che è un profeta come hanno fatto anche gli altri: “Alcuni dicono che sei Elia, altri dicono …” Dire che è il Cristo, cioè, l’unto del Signore, il Messia, significa che in Lui, nella Sua persona, io riconosco la salvezza, il senso del mio cammino. Diversamente, la vita sarebbe davvero un camminare fino alla meta della morte e tutto si concluderebbe lì. Come si esprime San Giacomo nella seconda lettura,le opere hanno un senso solo se precedute dalla fede. Ecco perché faccio sempre la differenza tra carità e volontariato. Ho letto poco lo scrittore Dostojewskij, ma di questo autore mi è sempre piaciuto rapportare la sua vita. Sempre inquieto e anche se pieno anche di vizi, è stato sempre alla ricerca di Dio. Aveva intuito questa dimensione reale e questa incarnazione vera di Dio nella vita. Sotto questo punto di vista ci può aiutare un suo pensiero:”Ogni vita, ogni azione, tutto dipende dal fatto che Cristo venga accettato come ideale definitivo sulla terra e, cioè, dalla fede in Lui”. Cristo ai suoi discepoli e a noi personalmente chiede questa fede. Bisogna riconoscere nel cuore e nelle mente la ragionevolezza della fede. Siamo mendicanti e ci rivolgiamo a Lui perché è la risposta alla nostra mendicanza. Non la richiesta di avere un qualcosa, ma la domanda del perché io sono e per chi sono.