domenica, 5 Febbraio 2023
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omelia domenica 16 agosto 2020

XX^ DOMENICA DEL T.O. ANNO A
Il vangelo di oggi, questa richiesta di aiuto ci fa pensare al vangelo su cui abbiamo meditato domenica scorsa, alla richiesta di aiuto da parte di Pietro che nel momento in cui sta annegando, chiede al Signore di salvarlo.
Spesso ripeto questa frase:”Non è sbagliato chiedere al Signore nel momento del bisogno: E’ sbagliato chiedere solo nel momento del bisogno”.
In noi c’è un bisogno: Nella fede ritroviamo in Gesù la vera salvezza, ma non dopo aver cercato tra i tanti e i vari, ma partendo subito alla ricerca di Lui : Avere fede in Colui che salva.
Come abbiamo ascoltato dal vangelo:” Pietà di me, Signore, figlio di Davide!”
Ci si riconosce bisognosi di Lui. Questo chiedere “pietà” è l’umiliazione che offriamo a Cristo.
Bisogna immergersi in Cristo per scoprire ogni giorno questa Sua presenza che ha cambiato la nostra storia.
Stiamo vivendo i giorni della novena in preparazione alla festa della Madonna della Pietra, bella occasione in cui seguiamo e ci sforziamo di imitare Maria, donna dell’ascolto.
La preghiera nasce, innanzitutto, dall’ascolto.
“Non ama Gesù chi non ama Maria; e più si ama Gesù, più si ama Maria”. (Beato Annibale Maria di Francia)
Amiamo la Madonna e sforziamoci ad amare come ama la Madonna!
Questo invito, in questo tempo di grazia, è rivolto ad ognuno di noi.
Vivere la fede nella ferialità perché possiamo essere la differenza.
Lo abbiamo ascoltato dalla prima lettura:” Così dice il Signore «Osservate il diritto e praticate la giustizia, perché la mia salvezza sta per venire, la mia giustizia sta per rivelarsi”.
Viviamo con lo sguardo la futuro, certi che Dio accoglie le nostre suppliche!
Abbiamo sempre il timore di ciò che sarà.
Il divenire adulti ci porta a questo. Nello stesso tempo però, facciamo esperienza del Suo amore.
“ È necessaria l’infelicità per capire la gioia, il dubbio per capire la verità, la morte per comprendere la vita. Perciò affronta e abbraccia la tristezza quando viene”.(madre Teresa)
Nell’esperienza della fede che si confronta con il reale noi ci mettiamo sempre in gioco. Diveniamo così testimoni del Suo amore.
L’uomo salvato, come la donna del vangelo, diventa poi testimone della Verità.
Lo abbiamo pregato nel salmo:
Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via,
la tua salvezza fra tutte le genti”.

In questo tempo particolare, cosa stiamo testimoniando?
Basta dire che nonostante le mille problematiche e le tante paure, siamo qui.
Questa la nostra più grande testimonianza che noi possiamo dare.
Ricordiamoci che ciò che fà la caritativa non è tanto il fare, ma l’essere presenza e siamo qui ad offrire nelle mani di Maria, i nostri dubbi, le nostre debolezze, le nostre fragilità, perché possa intercedere verso il Figlio.
Oggi, poi si festeggia in particolare anche san Rocco, un santo pellegrino e, proprio imitando la sua testimonianza, chiediamo la Grazia di poter continuare, iniziare o ricominciare la nostra strada che diventerà un cammino, se il tutto si concluderà nell’abbraccio del Padre.