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martedì, 4 Agosto 2020
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omelia domenica 2 agosto

XVIII^ DOMENICA DEL Tempo Ordinario ANNO A 2020
“Il mio cuore ha fame e sete di te”.
Questa dovrebbe essere la preghiera di ogni giorno.
Fondamentale vivere il desiderio di Colui che può dissetare e sfamare il nostro desiderio più profondo.
Gesù ci invita ad offrire a Lui il nostro bisogno più vero.
Solo così potrà fare comunione con noi.
Così dice il Signore:
«O voi tutti assetati, venite all’acqua,
voi che non avete denaro, venite;
comprate e mangiate; venite, comprate
senza denaro, senza pagare, vino e latte”.
(prima lettura)
Il dono della carità di se stesso che viviamo nel miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, è questa offerta che Lui offre a noi.
Gesù viene incontro alle nostre necessità più intime.
Ecco perché solo in Dio noi possiamo trovare la risposta unica e vera che fa sì che la nostra vita assumi un senso sempre nuovo.
Scriveva Shakespeare:”Le nostre vite sante devono acquistare la corona di un nuovo mondo, la corone che le nostre ore profane qui ci hanno tolto”.
Siamo alla ricerca e questo fa sì che la nostra vita diventi sempre più vera.
Come ripresi in altre occasioni, mi piace riproporre il paragone del Papa quando diceva che la Chiesa è come una bicicletta che se si muove sta in piedi, altrimenti appena si ferma cade.
Da dove attingere questa forza per muoverci?
Gesù ci offre se stesso nel pane, nell’Eucarestia.
La moltiplicazione dei pani è sempre un’allusione all’Eucarestia.
Gesù benedice i pani e i pesci e li offre.
“Benedire significa bene-dare”.
Offre un bene Gesù che ci farà rinascere.
L’Eucarestia è questo dono che noi viviamo nell’accoglienza del cuore ed oggi che, in particolare, stiamo vivendo i due giorni del perdono di Assisi o l’indulgenza della Porziuncola, ci siamo confessati per preparare degnamente il nostro cuore all’accoglienza del Suo amore.
Non è formalità o peggio, nè come spesso avviene, un fare superficiale.
Mi dispiace ripeterlo ma la cosa che più mi ha rattristato in questi mesi in cui siamo scesi noi tra i banchi per distribuire la Comunione, è stato vedere che prima ai funerali o ai trigesimi tutti si facevano la comunione, ora invece pochi. Questo significa che la si faceva per farsi vedere dagli altri.
Vivere il dono dell’Eucarestia è questo incontro d’amore che si rafforza ogni giorno.
“Come l’acqua scava in profondità quanto più frequentemente cade sullo stesso punto, così nella Comunione l’animo penetra nel profondo della Divinità, si ampia il suo cuore e partecipa di Dio stesso”. (Santa Matilde)