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sabato, 8 Agosto 2020
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omelia domenica 21 giugno 2020

XII^ DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO A 2020
Riprendiamo il tempo ordinario con la lettura del vangelo che ci invita alla missionarietà, ad essere testimoni dell’incontro che abbiamo avuto con Cristo e che ha cambiato la nostra vita.
Se la nostra vita non è cambiata, se il senso del nostro vivere rimane sempre lo stesso, allora, non abbiamo incontrato Cristo.
Ripeto a me stesso la frase di Peguy: ”Quando Cristo ti chiama, non trovi più riposo”.
Essere testimoni, come dice il vangelo:” Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli”.
Occorre riconoscere e mettersi in gioco nella realtà, affinché gli altri riconoscano in noi quel nuovo che ha cambiato la nostra storia.
Il testimone della fede non solo vive diversamente, ma fa sì che la gioia della sua vita coinvolga altri.
Famosa un’espressione del filosofo Nice che provocava i cristiani dicendo:
”I cristiani sostengono che Cristo è risorto, ma bisognerebbe che avessero di più l’aspetto dei salvati, perché io possa credere al loro salvatore”.
Questo “aspetto” è ciò che gli altri vedono in noi che , invece, spesso ci rifugiamo in una superficialità della fede che spesso poi crolla. Lo si vede nelle occasioni in cui ci dobbiamo confrontare con il dramma della vita.
Come già vi avevo accennato in altre occasioni, mi colpiva il confronto tra le sorelle di Lazzaro, Marta e Maria. Quest’ultima era stata lodata da Gesù:
Marta Marta tu ti affanni e ti agiti per molte cose, Maria si è scelta la parte migliore che non le sarà tolta”…
Al momento della morte di Lazzaro, è Marta che va da Gesù.
Maria, invece, va in depressione e si chiude in se stessa.
Le persecuzioni della fede avvengono in tanti modi. Pensiamo a quelle corporali. Solo nel 2019 più di 200.000 ( duecento mila) cristiani sono stati uccisi a causa della fede.
Non dimentichiamo neanche quelli che vivono nei paesi occidentali, dove la persecuzione è più culturale. Pur di non apparire fuori moda o di non perdere le masse, molti accantonano Cristo e si lasciano ingannare dalle false proposte di fede.
In tutto questo, anche il profeta Geremia, come abbiamo ascoltato nella prima lettura, dice:” Ma il Signore è al mio fianco come un prode valoroso, per questo i miei persecutori vacilleranno e non potranno prevalere”.
La compagnia di Gesù nella nostra vita, ci sostiene a guardare in avanti.
Sicuri di questo, viviamo la fede!
Anche e soprattutto nella difficoltà, essa diventa luce per gli altri.
Possiamo paragonare il cammino della fede a quando da piccoli muovevamo i primi passi e il timore e la bellezza del nuovo ci veniva in avanti.
Eppure, legati alla mano del nostro papà che ci accompagnava, procedevamo sicuri.