venerdì, 1 Marzo 2024
Home / Catechesi / omelia domenica 26 novembre: FESTA CRISTO RE ANNO A 2023

omelia domenica 26 novembre: FESTA CRISTO RE ANNO A 2023


Concludiamo questo anno liturgico.
Dopo la festa di domenica scorsa in cui noi, come comunità parrocchiale, abbiamo celebrato il ringraziamento alla Madonna della Pietra, oggi celebriamo la festa di Cristo re dell’universo, una festa che ci riporta alla meditazione del vangelo del giudizio universale.
Penso all’immagine celebre di Michelangelo alla cappella Sistina che riporta la parabola che abbiamo ascoltato oggi: il giudizio universale.
Come spesso vi ho riportato nelle meditazioni di questo mese, si tende lo sguardo al Paradiso ed anche al giudizio di Dio.
Diceva un sacerdote:”Il fatto che Dio sia misericordioso, non esclude il giudizio”.
La parabola del giudizio universale, come le altre parabole , ci invitano a riconoscere che c’è una serietà nel messaggio di Gesù : Chi non crede perirà.
Fare la carità, come ci insegna la parabola di oggi, significa che uno crede, altrimenti non si chiamerebbe carità ma volontariato o solidarietà.
Fare la carità non è solo il gesto dell’elemosina, ma mettere in pratica la fede.
Ricordate il passo del vangelo:”Tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna».
Cosa significa questo monito molto forte?
“La bestemmia contro lo Spirito Santo è stare davanti alla Luce e rimanere ostinatamente con gli occhi chiusi….. Dio non può salvarci per forza; dove sarebbe la nostra libertà?”(Don Epicoco)
Credere che Cristo è il Re dell’universo, è vivere la vita non per la paura di un giudizio, ma per l’amore di un incontro.
Quando frequentavo l’università, i miei educatori mi insegnavano sempre che ciò che fai (lo studio e tutto il resto) non sarà solo utile per te, ma anche per chi incontrerai nel cammino pastorale.
Come diceva un autore:”Non credo nel paradiso perché ho paura dell’inferno”.
Io non faccio una cosa perché l’altra è sbagliata o, come vi dicevo l’altra domenica, io penso che questo sia bello perché accanto c’è uno brutto.
Non valutare la realtà e il dono di essa facendo un paragone.
Mi sforzo a credere per il bene e il bello che è in sé.
Don Giussani, ad un giovane che aveva deciso di vivere la vita bestemmiando Dio, diceva: “Ma non è più grande ancora amare l’Infinito?”.
Mi è sempre piaciuto un insegnamento del Papa Benedetto XVI che mi è sempre piaciuto riportare, quando lui diceva che nella vita i comandamenti non dovremmo leggerli in negativo, ma in positivo. Non dire “NON uccidere, ma SI’ alla vita…NON dire bugie, ma SI’ alla verità ecc…