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sabato, 8 Agosto 2020
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omelia domenica 5 luglio 2020

XIV^ DOMENICA Tempo Ordinario ANNO A
Leggendo il passo del Vangelo di questa domenica, mi è venuto in mente il pensiero di sant’Agostino che riportai nell’omelia della festa dell’Ascensione:“Ho letto in Platone e Cicerone cose che sono veramente sagge e meravigliose. Ma in nessuno dei loro scritti ho mai letto: “Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi e io vi darò riposo”.
Questo riposo, questa gioia dell’amore che Gesù ci offre è un dono unico,
un dono che riscopriamo solo nella gioia dell’amore.
Ricordiamo per un momento l’immagine dell’essere bambini coccolati dall’amore della mamma che ci canta la nenia per farci addormentare.
E’un’immagine che ogni uomo vive da figlio perché in Dio nessuno è orfano.
Nella gioia del Padre cerchiamo la tenerezza che ci riporta a vivere la speranza che verrà.
Nel preparare l’omelia di questa domenica, il nostro Papa ha proposto alla Chiesa il suo messaggio per la IV^ giornata mondiale del povero e in un passaggio così scriveva:” Tendi la mano al povero” fa risaltare, per contrasto, l’atteggiamento di quanti tengono le mani in tasca e non si lasciano commuovere dalla povertà, di cui spesso sono anch’essi complici”.
Dio ci offre una mano per risalire nel suo cuore e per ricominciare ogni giorno a rimetterci in gioco per vivere intensamente il reale senza lasciarci abbandonare nel dramma delle paure nuove che vengono di fronte a noi in seguito al Covid19 e a tutto ciò che esso comporta.
Nel salmo abbiamo pregato:
” Il Signore sostiene quelli che vacillano
e rialza chiunque è caduto”.

Una nuova speranza alimenta la nostra vita e perché essa diventi viva nel nostro cuore, offriamo ciò che siamo, senza il timore di farcela o meno!
“Dio non mi comanda di riuscire, ma di sforzarmi. Non mi prescrive di arrivare, ma vuole trovarmi in marcia quando verrà”(R.Schweitezer)
Mi trovo in questo cammino che la strada che ho di fronte mi offre.
Come dicevo in occasione della festa di sant’Antonio, questo reale mi offre la domanda ”Chi sono io e perché io?”
Da come si vive questa domanda nasce la risposta della vita.
La certezza di ritrovare in Cristo quel riposo che mi ristora e che, come un viandante, trova l’oasi nel deserto e ricomincia il cammino.
Anche un deserto è una via se ha una meta.