lunedì, 22 Aprile 2024
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Omelia domenica 7 maggio 2023 (V domenica di Pasqua Anno A)


Oggi abbiamo ascoltato un passo del vangelo che riporta un versetto che diremmo “il più caro dell’evangelista Giovanni”.
È un versetto unico che ritroviamo sono nel vangelo giovanneo e che più volte abbiamo ascoltato e meditato.
In un certo senso diremmo che è la presentazione che Gesù fa di se stesso:”Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto» Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Il biblista Silvano Fausti così spiega questo versetto: “Io sono la via, la verità e la vita”:”Io-sono, (in riferimento al nome di Jhavè al roveto nell’incontro con Mosè, io sono colui che è, io sono l’essere) continua il biblista, è qui specificato da tre sostantivi. Gesù. In quanto Figlio amato che ama il Padre e i fratelli, è la “via” della salvezza, perché ci rivela “la verità” di Dio e dell’uomo; ed è “la vita”, perché ci dona l’amore, vita di Dio stesso”.
Riprendiamo poi l’altro passaggio “Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”.
La salvezza è una Grazia offerta a noi dal padre.
Una Grazia che passa solo attraverso il sacramento non avviene tramite un pensiero o un sentimento. Non basta dire “ho fede”. Bisogna viverla in un’esperienza sacramentale .
Come riporta l’evangelista Giovanni nella sua prima lettera:”Chi dice: «Lo conosco» e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e la verità non è in lui; ma chi osserva la sua parola, in lui l’amore di Dio è veramente perfetto. Da questo conosciamo di essere in lui. Chi dice di dimorare in Cristo, deve comportarsi come lui si è comportato”.(1 Gv 2, 4-6)
Cristo,appunto, si offre come Via che ci conduce al Padre attraverso se stesso, attraverso il sacramento perché Lui è presente nel sacramento.
Sempre il biblista Fausti ce lo spiega:”La “via” è sempre in riferimento alla casa paterna dalla quale o verso la quale si cammina. La via è tradizionalmente la legge; ora è Gesù che ci riporta a casa. La “verità” è la sua carne di Figlio che fa vedere il Padre. La “vita” è l’amore tra il Padre e il Figlio, che Gesù ci ha testimoniato vivendo e donato morendo. Altre verità o vie sono fallaci”.
Questa “carne”, il corpo di Cristo lo viviamo nell’Eucarestia. In questo mese di maggio in particolare, lo viviamo con i fanciulli e le loro famiglie, in preparazione alla Prima Comunione. Ci deve aiutare a farci capire che solo in Lui c’è salvezza. Un incontro unico e vero con Lui.
La nuova religione che definiamo col termine “new age” si diffonde anche tra noi quando sosteniamo che basta il pensiero di Dio per salvarsi.
Se ami, vuoi incontrare l’altro. Il pensiero è un amore egoistico e non può essere amore se vissuto individualmente.
Dove viviamo questo incontro? Dove riconosciamo Cristo come via che ci conduce alla verità che è Dio e, quindi, il gusto nuovo della vita?
Nella Chiesa, nella compagnia che siamo noi che crediamo in Colui che è la presenza totale.
“Non può avere Dio per Padre chi non ha la Chiesa per Madre”.
(San Cipriano di Cartagine)