mercoledì, 24 Luglio 2024
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Omelia Domenica 8 ottobre 2023 (27^ Domenica del tempo ordinario Anno A)


Abbiamo ascoltato una parabola che definirei un po’ particolare e
nello stesso tempo, facile da capire. I servi che vanno a raccogliere i frutti sono i profeti. Il padrone della vigna è il Padre che poi alla fine manda il Figlio che verrà ucciso.
Perché questa parabola?
Diremmo che è una “teologia della storia” che mette al centro il messaggio che Gesù è il Messia,un dono, quello del Figlio, che ci salva solo nel sacrificio di se stesso.
Questo dono lo comprendiamo nella frase:”La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo;questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”?
Gesù è la pietra del tempio, cioè, unisce terra e cielo.
Cristo ha dato un senso alla nostra storia perché ci porta oltre la storia di questo mondo.
Ecco il senso centrale del Cristianesimo: Non il far del bene per stare bene. Vivere per godere del bene supremo ed eterno che è Dio.
Scriveva Romano Guardini: ”Senza elemento religioso, la vita diventa come un motore che non ha più olio; si riscalda, a ogni momento qualcosa brucia e, dappertutto, si smuovono i pezzi dell’ingranaggio”.
Il senso religioso ci spinge a vivere la nostra storia, il nostro comune destino con la consapevolezza della Presenza di Dio che fa sì che ogni passo vive di una compagnia.
Domenica scorsa abbiamo celebrato l’inizio dell’anno pastorale. Tra qualche settimana inizieremo il catechismo. La parabola di oggi e soprattutto il riferimento al salmo “la pietra d’angolo” ci invitano a riflettere su chi noi poggiamo il nostro fare.
Non viviamo l’errore dei vignaioli che si credono i padroni della vigna e che di fronte a Dio vivono l’infedeltà e l’ingratitudine!
“E proprio quando ci sentiremo più sicuri, verremo privati dei nostri doni, perché non possediamo, anche se lo crediamo, alcuna esclusività”.
Abbiamo ascoltato dal versetto dell’Alleluia: ”Io ho scelto voi, dice il Signore, perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga”.
Viviamo intensamente questo dono di essere missionari, di portare l’annuncio del nostro incontro con Dio e di vivere la nostra esperienza di Dio!
Come riportavo nel nostro giornale parrocchiale: ”E’ cattiveria raffinata mettere al mondo figli che da adolescenti dovrebbero rifare il mondo, per poi offrire loro la pizzeria, la discoteca, il computer”.(Don Mazzi)
Cosa offriamo noi?
La certezza della pietra angolare che è Cristo.
La base su chi costruire e questo inizio fa la differenza alla nostra vita.
L’educazione è come costruire una casa. Ciò che conta è la base. Cristo è una persona certa, non un pensiero o un sentimento, altrimenti succede quello che diceva Benedetto XVI ai giovani a Colonia quando parlava della “religione fai-da-te”.
Ma, per dire il vero, non di rado la religione diventa quasi un prodotto di consumo. Si sceglie quello che piace e certuni sanno anche trarne un profitto. Ma la religione cercata alla maniera del “fai da te” alla fin fine non ci aiuta. È comoda, ma nell’ora della crisi ci abbandona a noi stessi. Aiutate gli uomini a scoprire la vera stella che ci indica la strada: Gesù Cristo!”
Cerchiamo noi stessi di conoscerlo sempre meglio per poter in modo convincente guidare anche gli altri verso di Lui.