lunedì, 6 Febbraio 2023
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OMELIA DOMENICA DEL BATTESIMO – ANNO A 2020


Dopo la festa dell’Epifania, la Chiesa celebra la domenica del Battesimo per poi riprendere il tempo ordinario fino all’inizio della quaresima.
In questa occasione siamo chiamati a riflettere sul primo sacramento che abbiamo ricevuto, diremmo sull’”Inizio nuovo della nostra vita”.
Un autore scriveva un’espressione che riporto spesso:”Due volte si nasce nella vita: La prima quando vieni al mondo, la seconda quando scopri il perché”.
Nel Battesimo noi scopriamo questo “perché” che ci spinge a dare un senso alla nostra vita. Non solo veniamo purificati dal peccato, ma riceviamo Gesù per testimoniare questo nuovo inizio, diventiamo Chiesa, acquistiamo quell’appartenenza nuova che ci indica la via alla santità, all’incontro con Dio.
Bello quello che diceva Papa Francesco spiegando il Battesimo: ” C’è una catena nella trasmissione della fede mediante il Battesimo. E ognuno di noi è un anello di quella catena: un passo avanti, sempre; come un fiume che irriga”.
Siamo partecipi di una Comunità legata dal dono dello Spirito Santo, testimoniamo ciò che abbiamo incontrato, cioè, Cristo. Si è cristiani. Siamo semi per la fede di una Comunità ancora più grande.
Senza saremmo nulla.
Nel divenire adulti, riconosciamo questo dono che ci hanno dato gli altri. Quasi tutti abbiamo ricevuto il Battesimo quando eravamo piccoli.
Diveniamo ora missionari!
Come riporta il passo del Vangelo:”Questo è il mio Figlio prediletto, ascoltatelo”. Il termine ascoltare nel Vangelo significa non solo udire ma anche vivere l’ascolto.
Proprio nel Battesimo riceviamo i tre doni e i compiti:”Sacerdotale, regale e profetico”. Siamo chiamati al culto-preghiera. La carità, infine, è la missione.
In questo compito-dono, riprendiamo le parole del Papa:
”Un fiume che irriga”.
Carlyle scriveva:”Quando si abbatte una quercia, la sua caduta echeggia in tutta la foresta, ma cento ghiande possono essere seminate, in silenzio da un venticello che nessuno nota”.
Spesso, nelle nostre Comunità si cade nell’errore di limitarsi solo ad alcune occasioni di festa, come se la fede fosse relegata a Natale o a Pasqua. Un cammino quotidiano fa la differenza: Rendere straordinario l’ordinario.