giovedì, 30 Maggio 2024
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omelia Domenica dell’ottava della Madonna della pietra (Domenica 27 agosto 2023)


Questa domenica, festa dell’ottava della Madonna della Pietra, riporta una delle pagine del Vangelo che durante l’anno abbiamo ascoltato in più occasioni.
Chiamato anche “la confessione di Pietro”, questo momento l’ ho sempre definito come una “verifica” che fa Gesù con i suoi apostoli, quindi una cerchia ancora più stretta.
Azzardo una similitudine, visto che tra qualche mese inizierà il nuovo anno pastorale. E’ come quando il parroco, all’inizio dell’anno, si incontra col consiglio pastorale e prima chiede non quello che la gente pensa di lui ma quello che sta avvenendo e poi si progetta.
Gesù è considerato uno dei profeti, cioè, ha il rispetto dovuto ai santi, ma non viene riconosciuto ancora per quello che è e che Lui stesso più volte ha detto di essere: il Messia.
L’apostolo Pietro riceve il dono della profezia. Diremmo che è come Gesù stesso gli dice:”Beato sei tu, Simone, figlio di Giona perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli”.
Cosa ha detto Pietro: Che farà prendere una visione diversa agli apostoli?
«Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
È un passaggio cruciale. Ci ritroviamo di fronte ad un fatto, la verità si è rivelata, ora il passo successivo è aderirvi o meno.
Gesù è riconosciuto come il Messia e il Salvatore.
La fede è riconoscere questo, come spesso sintetizzo:”Il passaggio dal credere dal Gesù al Cristo”, cioè, passare oltre lo sguardo umano e vivere con la fede ciò che Dio Padre ci offre: La salvezza nel Figlio.
Durante la seconda guerra mondiale sulla facciata di un hotel scrissero questa frase:”La paura bussò alla porta. Rispose la fede: Qui non c’è nessuno”.
Nel vivere in Cristo, l’uomo riscopre che tutto ha un senso.
Il dramma di oggi si può sintetizzare in due modi:
1-Non porsi la domanda sulla fede, per non vivere così la risposta
2- Non cercare un senso alle cose per non guardare oltre
Cristo, invece, ci domanda perché ci chiede l’appartenenza al Suo cuore.
Dove vivere questa appartenenza?
Nel versetto successivo alla conferma di Pietro, Gesù proclama(che è diverso dal dire):”Io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa”.
In questa compagnia si fa Comunità, partendo anche dalla gioia della festa vissuta la settimana scorsa.
Il Cristianesimo è l’incontro della gioia di riconoscere Cristo come salvezza e non la tristezza. Spesso noi adulti rischiamo di infondere negli altri un senso di sconforto.
Nella festa dell’infiorata riportavo questa frase: ”Ciò che rende pesante la religione è il fatto di portarla come un freno, invece di goderne come di un amore”. (Lacordaire)
Chi riconosce in Gesù il Cristo si è liberato dal freno di questo mondo.
Una volta una donna si arrabbiò con un sacerdote anziano proprio su alcune cose formali-burocratiche della Chiesa. Il sacerdote anziano le diceva:”Ma tu vuoi bene a Gesù?” Dopo alcuni minuti lei si era calmata e il sacerdote le domandò di nuovo:”Ma tu, vuoi bene a Gesù?” e lei, sarà per levarsi di dosso quella domanda, gli rispose:”Ma si’ che gli voglio bene” e il prete baciandola sulla fronte concluse:”E allora vai in pace, va bene così!”
Questo è l’incontro con Cristo. Questo è il Cristianesimo. Questa è la Chiesa: Vivere l’Amore che si è donato.
Si ama la Madonna e, quindi, si vive con Lei, perché è il modello vero della Chiesa, è l’ideale della vocazione di una assemblea che vuol divenire Comunità.