domenica, 3 Marzo 2024
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omelia ESEQUIE Persampieri Pietro 31 marzo 2023


In questi ultimi mesi abbiamo celebrato molti funerali.
E’ sempre un dolore che si rinnova e non solo perché oggi celebriamo la morte di un papà e di un marito giovane.
Il nostro cuore domanda a Dio il perché di fronte alla morte. Domenica scorsa abbiamo già meditato questo brano del vangelo che pone anche a noi quella domanda: ”Credi nella resurrezione?”
Proprio domenica ponevo questa domanda a me stesso:”Se mi dicono di credere alla resurrezione, di fronte alla morte di un anziano, io dico che credo, ma più che altro perché lo accetto razionalmente, ma di fronte alla morte di un adulto allora mi fermo e mi domando in me stesso, se la mia fede è vera”.
Avere dei dubbi è naturale. Per questo chiedo a Dio la forza di aumentare in me la fede. Chiedo non tanto un credere vago, ma un credere proprio nella persona che è Cristo la resurrezione. Affidarsi a Colui che ha annunciato con la sua stessa persona che la redenzione è un dono che viene offerto ad ognuno di noi, un dono che noi cerchiamo e viviamo. La resurrezione è una meta che noi cerchiamo di raggiungere. Come Marta, facciamo dei passi, andiamo verso Cristo e mendichiamo la fede del credere anche se non vediamo. Il vuoto che vivremo come famiglia lo sentiremo più drammatico nei giorni che verranno. Questo silenzio del cuore cerca una risposta.
La festa della Pasqua è la certezza che la nostra vita ha un senso. “La fede è un dono gratuito di Dio che chiede l’umiltà e il coraggio di fidarsi e affidarsi, per vedere il luminoso cammino dell’incontro tra Dio e gli uomini, la storia della salvezza”.(Papa Francesco)
Non si conclude con ciò che oggi vediamo. La fede ci fa vedere oltre, altrimenti davvero la vita non avrebbe senso se poi si conclude nel nulla. Credere è difficile soprattutto perché non vediamo una risposta immediata.
Ma che fede sarebbe se poi cercassimo sempre una corrispondenza alla nostra domanda? La fede è affidarsi alla Sua promessa e alla Sua persona, come ha fatto Marta che ha creduto. Poi c’è stato il miracolo. Non ha creduto dopo aver visto il miracolo. Gesù non le ha detto che se avesse avuto fede avrebbe poi fatto il miracolo.
“Senza fede è colui che dice addio quando la strada si fa buia”. TOLKIEN Se abbandoniamo tutto nel momento della sofferenza, come potremo scoprire che la Sua presenza è una vera compagnia? Mendichiamo a Cristo risorto la nostra non fede e Lui si farà sempre risposta alla nostra debolezza perché è Padre. Pensiamo sempre a quel padre che ci ha accompagnato, anche se brevemente, nella nostra vita. Lo so che ora non riusciremo ad immaginare una vita senza di lui. E non dobbiamo immaginarla. Pensiamo al salmo del buon pastore. Gesù è il buon pastore che ci accompagna e che ci assicura la sua presenza. Anche in un dolore così drammatico, come lo è per la mamma, è doloroso veder morire un figlio e nessuno potrà mai paragonarsi ad un dolore così unico. Dio è quell’amore che si fa presenza in ogni nostro passo.
Nessuna parola oggi vi potrà consolare. Solo Cristo vive con voi e in voi, quella croce che conduce alla salvezza che è risposta unica a questo dolore immenso. Afferriamoci alla croce di Crsito, sicura barca che non affonda in un mare in tempesta come lo è il dolore di oggi.