martedì, 7 Febbraio 2023
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OMELIA festa della MADONNA DELLA PIETRA 18 agosto


Tra le preghiere più belle e, direi anche più moderne che in questi anni abbiamo letto su Maria, quella che mi ha sempre affascinato è L’angelus di Claudel.
“È’ mezzogiorno. Vedo la chiesa aperta. Bisogna entrare.
Madre di Gesù Cristo, non vengo a pregare.
Non ho niente da offrire e niente da domandare.
Vengo solamente, Madre, a vederti.
Vederti, piangere di felicità, sapere questo:
che sono tuo figlio e Tu sei qui.
Solamente per un momento mentre tutto si ferma.
Mezzogiorno! Stare con Te, Maria, in questo luogo dove Tu stai.
Non dire niente, guardare il Tuo viso,
Lasciare cantare il cuore nel linguaggio che gli è proprio”.

A volte è come se ci affannassimo a cercare mille parole, quelle giuste, quelle che pensiamo tocchino il cuore di Maria, intercedendo per una grazia. Basta, invece, porre lo sguardo a Lei.
Quell’intimità con una madre ci fa comprendere che la vita è un incontro che, innanzitutto,ci stupisce .
Quell’incontro di sguardi ci fa amare anche la nostra stessa vita.
Spesso si racconta l’episodio del Curato D’Ars perché riporta l’esperienza di un cammino di fede così semplice e, nello stesso tempo, così completo che ci percuote dentro e ci fa riscoprire che la fede non è “fare” ma “esserci”.
Direi che nello sguardo che noi poniamo in Maria l’uomo ritrova il senso della maternità che ci sconvolge dentro e ci pone in una domanda di vita. A Giugno, abbiamo meditato sul IV^ comandamento e abbiamo ripreso la catechesi di Papa Francesco che riportava l’importanza dell’onorare i genitori che non è limitato ad una formalità, ma ad un’esserci, così come loro lo sono stati con noi. Mi ha colpito anche l’aggiunta della catechesi del Papa che vi voglio riportare “Le nostre ferite iniziano ad essere delle potenzialità quando per grazia scopriamo che il vero enigma non è più “perché?”, ma “per chi?” mi è successo questo. In vista di quale opera Dio mi ha forgiato attraverso la mia storia? Qui tutto si rovescia, tutto diventa prezioso, tutto diventa costruttivo. La mia esperienza, anche triste e dolorosa, ma alla luce dell’amore come diventa per gli altri, per chi, fonte di salute. Allora possiamo iniziare a onorare i nostri genitori con libertà di figli adulti e con misericordiosa accoglienza dei loro limiti”.
Nel porsi di fronte a Maria, noi ci ritroviamo come figli che vivono un cammino.
Non è più uno stare, come se si trattasse di un’attesa, ma di uno stare che è già movimento perché la preghiera è l’azione del cuore e ci muove verso l’altro.
“A un tratto la Vergine Santa mi parve bella, tanto bella che non avevo visto mai cosa bella a tal segno, il suo viso spirava bontà e tenerezza ineffabili, ma quello che mi penetrò tutta l’anima fu «il sorriso stupendo della Madonna».(Santa Teresa di Lisieux)
A volte mi domando perché l’uomo è così duro di cuore, perché non riesce a diventare ciò che è, un donarsi per gli altri.
Abbiamo bisogno di sentirci innamorati per amare.
Nella madonna noi ritroviamo questo amore che ci coinvolge come un manto che ci protegge nel cammino.
“Oh Maria Immacolata, stella del mattino, che dissolvi le tenebre della notte oscura, a Te ricorriamo con grande fiducia!”
(Papa Giovanni XXIII)