martedì, 18 Giugno 2024
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omelia Lunedi 1° Maggio 2023


Iniziamo questo mese di maggio con la festa di San Giuseppe lavoratore.
E’ il mese dedicato alla madonna, sposa di San Giuseppe.
In questo mese siamo invitati a vivere anche l’impegno costante alla preghiera.
Come lo è per l’Avvento e la Quaresima, anche per il mese di maggio la Chiesa propone un invito a vivere questi giorni con la passione alla preghiera . Chi vuole, può anche aggiungere un fioretto penitenziale affinché diventi un tempo di richiesta comunitaria e personale.
Invochiamo a Dio la Sua misericordia, una misericordia che è provvidenza perché solo il dono del suo avvenimento nella nostra storia può cambiare un’ epoca sempre più lontana da Dio.
Tutto ciò che abbiamo conosciuto nel cammino della nostra fede, se poniamo lo sguardo alla realtà, appare sempre più “ateo”.
Viviamo, cioè, come se Dio non ci fosse.
In alcuni documentari su Papa Benedetto XVI mi colpivano i passaggi dei suoi discorsi riportati nelle visite alle nazioni del nord Europa. Anche nel colloquio con la scrittrice Oriana Fallaci, egli faceva questa provocazione:”Dovremmo capovolgere l’assioma degli illuministi e dire: Anche chi non riesce a trovare la via dell’accettazione di Dio dovrebbe comunque cercare di vivere e indirizzare la sua vita ‘veluti si Deus daretur’, come se Dio ci fosse”.
Vivere, ad esempio, il lavoro non come un “qualcosa che porta guadagno” ma una realizzazione per se stessi e per gli altri,la realizzazione di un bene comune,altrimenti anche il furto, il non pagare i salari, l’usurpare il povero diventerebbe moralmente giusto se hanno un nostro tornaconto.
Ciò che ci spinge a vivere una quotidianità diversa è la certezza che tutto ha un fine.
La mia fede mi conduce oltre alla sola fine di questo mondo.
Come mediteremo in occasione della festa della mamma, l’otto maggio,la vocazione di accogliere l’altro e condividere il suo cammino non è mia “proprietà” ma un dono.
Solo così penso che riusciremo a riscoprire quella Presenza divina che è ricerca della verità.
Sant’Agostino diceva: “Non siamo noi a possedere la Verità dopo averla cercata, ma è la Verità che ci cerca e ci possiede”.
L’uomo si mette in gioco con la sua libertà,come lo hanno fatto i santi sposi di Nazaret che hanno messo in gioco la loro libertà nel Figlio Gesù.