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giovedì, 21 Ottobre 2021
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Omelia XVII domenica del tempo ordinario anno b (25 luglio 2021)


Il miracolo della moltiplicazione dei pani è riportato in tutti i vangeli e si rapporta al sacramento eucaristico, dono di Gesù che si offre a noi, dono da condividere, gioia di essere Suoi.
Nell’eucarestia, noi diventiamo Suoi.
In un certo senso potremmo fare nostra la frase poetica di Pablo Neruda:”Io getto giù la porta. Io entro nella tua vita, vengo a scrivere nella tua anima”.
La moltiplicazione dei pani ci mette in gioco con la nostra fede. Lo abbiamo meditato in più occasioni in questo mese di luglio.
Riporto sempre la spiegazione esegetica del brano che ascoltai tanti anni fa da Padre Mauro Lepori che riportava queste parole:”Gesù dice agli apostoli, dategli voi da mangiare… significa che noi non dobbiamo fare altro che affidare a Lui ciò che abbiamo, sarà Lui a fare il miracolo. Il pane si ammuffisce nelle nostre tasche perché non abbiamo il coraggio di affidarlo a Lui”.
Rischiamo di essere come gli apostoli che, invece di invocare il miracolo, fanno un calcolo:”Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo».
Abbiamo sempre il timore che di fronte al bisogno dell’uomo, dobbiamo necessariamente essere una risposta “materiale” .
Nell’uomo c’è un bisogno più vero che può essere soddisfatto solo da un segno di un Altro.
“Gesù non compie mai violazioni di domicilio. Bussa e chiede ospitalità. Se gli apriremo la nostra casa ha da offrirci qualcosa di straordinario: il senso della vita, il gusto dell’essenziale, il sapore delle cose semplici, lo stupore della vera libertà”. (Don Tonino Bello)
Pensiamo a ciò che è successo da poco nella nostra comunità.
Possiamo sostituirci a chi manca?
Direi che è una risposta “stupida” quella che si dice ad una donna quando ha perso un figlio:”Coraggio, l’importante è che il medico ti abbia detto che ne puoi fare un altro…”
Abbiano ridotto la vita a pura materialità del tempo.
“Gesù sente i nostri problemi, sente le nostre debolezze, sente i nostri bisogni. Ecco la Provvidenza!” (Papa Francesco)
Gesù è la risposta concreta alla domanda concreta dell’uomo.
Infatti quando poi l’uomo non comprende:” Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo”.
Lascia che il popolo inizi a maturare l’idea vera della fede.
Un vero re, come lo è Cristo, offre ciò che è vero e necessario. Mai limitarsi alla materialità del tempo.Come dico spesso, sinceramente a me un Gesù così non serve, non ne ho bisogno.
In Gesù io amo, la sua Figliolanza divina. Cerco ciò che dà un senso al pane. Non cerco l’abbondanza del tempo, ma il senso al tempo.
Oggi celebriamo anche la 1^ giornata dei nonni. Proprio la saggezza degli anziani ci insegna che il tempo è occasione. Così riporta il Papa nel messaggio:” C’è bisogno di mettersi in cammino e, soprattutto, di uscire da sé stessi per intraprendere qualcosa di nuovo.