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venerdì, 27 Novembre 2020
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Sgranando la corona si fa la storia


È all’inizio del secondo millennio che nasce il Salterio mariano che poi diventerà il rosario, si trattava di una pratica suggerita inizialmente ai monaci illetterati per sostituire i 150 salmi con altrettanti Pater e Ave. La diffusione di questa pratica devozionale avviene poi soprattutto grazie all’ordine di frati fondato da san Domenico di Guzman (1170-1221), i domenicani, che svilupperanno la pia pratica sempre nel contesto di «auxilium» o «arma della fede».
Via via nel tempo si aggiungerà la seconda parte dell’Ave (quella che inizia con «Santa Maria…»), la recita del Gloria al termine della decina e poi i cosiddetti misteri da meditare che rievocano episodi evangelici fondamentali. Fu il Papa della battaglia di Lepanto, san Pio V, a stabilire una prima forma stabile del rosario nel 1569, due anni dopo lo stesso Papa chiese al popolo cristiano di pregare con il rosario per chiedere la liberazione dalla minaccia turco-ottomana. La flotta cristiana vinse il 7 ottobre 1571: tale vittoria, scrisse due mesi dopo san Pio V, «a noi procurata da Dio» mai deve «cadere in dimenticanza». Nonostante tutte le incrostazioni di modernità fuori e dentro la chiesa resta quel dato storico di come il popolo di Dio ottenne salvezza “fisica” attraverso la Vergine invocata con il Rosario, un fatto che la chiesa stessa ha in qualche modo ratificato proprio istituendo la festa della Madonna del Rosario il 7 ottobre.

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