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mercoledì, 19 Maggio 2021
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L’anziano e il suo grazie – don Ferdinando Baj

Oggi ho avuto bisogno di tutti. Domani ancora così.

Fin che la fine verrà e mi prenderà per la mano negli ultimi passi verso il tuo Regno.

Ti ringrazio, senza superbia, del bene che ho fatto volendo;
più spesso quasi per caso e per poco: ho sorriso, ho ridato coraggio, ho taciuto.

Grazie di tutto; anche del male che oggi ho commesso.
Lo vedo che ogni peccato è stupido e triste;
ma un bene oggi ne ho tratto:
forse quel di capire che sono diverso dagli altri,
che Tu solo sei il Santo, sei il Forte, sei l’Altissimo Dio.

Sì, veramente tutto è grazia.
Per il male che ho fatto, che più non voglio rifare;
per il bene che in me hai compiuto, ti grido stasera che buono Tu sei!
Tu che volentieri perdoni, appena negli occhi ci scopri una scintilla d’amore.

Grazie, o Signore, d’avermi messo un po’ in disparte,
ma sempre in tua compagnia;
avverto che la sofferenza ben intesa rende i sensi più attenti all’anima e l’anima più vicina a Te.
E questo non è poco. Grazie!
Ho imparato nella solitudine a riflettere, a contemplare.
Ho scoperto il cuore della vita: la validità di amare e di essere amati.

Grazie!