martedì, 18 Giugno 2024
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omelia 31 MAGGIO 2024


Nel celebrare questo giorno, la liturgia ci riporta un momento importante della vita della Madonna: La visita alla cugina santa Elisabetta.
Sono tanti gli aspetti per soffermarci a meditare su questo momento che potremmo dire di carità, oppure come se fosse una prova della certezza del miracolo che rimanda all’incarnazione, come se la Madonna sia andata a constatare ciò che le aveva detto l’Angelo Gabriele all’annunciazione: ”Anche Elisabetta tua parente, nella vecchiaia ha concepito un figlio…”
Questo della visitazione è un momento che ci aiuta a riflettere su un aspetto importante che mi piace spesso riportare: ”L’amicizia nella fede”.
Le due donne sono cugine e, come i fratelli non te li scegli, a differenza dell’amicizia. Hanno però fatto una scelta “comune” : Hanno scelto di vivere la “voce” di Dio.
Come Abramo e Mosè che hanno ascoltato la voce di Dio e poi hanno vissuto un cammino, anche loro vivono comunitariamente questa loro vocazione che diremmo “speciale”.
Quando mi soffermo a riflettere sull’amicizia nel cammino della fede, riporto al mio cuore un pensiero di Ignazio Silone: ” Mi dà fastidio stare con gente che dice di attendere la vita nuova con la stessa noia con cui si attende il tram”.
Tanti di noi spesso dicono che hanno preso fregatura sull’amicizia o altro.
Invece soffermiamoci su questa domanda:” Come viviamo l’amicizia nella fede?”.
Non è tanto il girarsi i messaggi come le catene di sant’Antonio, recitare questa preghiera per questo o quello.
L’amicizia nella fede è un vivere comunitariamente il proprio destino.
È comunicare con l’altro, scegliere di essere partecipi uno dell’altro.
Come la Madonna e sant’Elisabetta: La gioia di vivere la maternità.
Amando il prossimo e prendendotene cura, percorri la tua strada. Aiuta, quindi, chi è al tuo fianco mentre cammini in questo mondo e arriverai accanto a colui con il quale desideri rimanere per sempre”. (Sant’Agostino)
Molto bello il passaggio “percorri la tua strada”, cioè tu vivi la tua vocazione con l’altro, non sei solo, come dico speso agli sposi: “Il vostro matrimonio è un bene per tutta la comunità. Non è un amore privato”.
Viviamo come se la realtà fosse fuori dalla nostra vocazione, come se la vocazione a cui ci chiama Dio sia andare dentro di noi, quando invece è al contrario.
La Madonna esce da un villaggio Nazaret e va verso Ain Karem, un villaggio vicino Gerusalemme.
Al di là della difficoltà del viaggio che a quei tempi aveva tutti i suoi rischi),c’è un momento in cui io mi domando di fronte alla lettura del testo del vangelo: ”Con chi vivo l’amicizia della fede?”
Amare la Chiesa non è difendere chi la guida o i suoi collaboratori o ancorarsi alle tradizioni. Amare la Chiesa è vivere una compagnia.