martedì, 18 Giugno 2024
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omelia MATRIMONIO Carello Nicola e Macri Jessica 26 maggio 2024


Sfogliando qualche libro, leggevo questo pensiero di Erich Fromm
L’amore infantile segue il principio: “Amo perché sono amato”.
L’amore maturo segue il principio: “Sono amato perché amo”.
L’amore immaturo dice: “Ti amo perché ho bisogno di te”.
L’amore maturo dice: “Ho bisogno di te perché ti amo”.

Questo dilemma ci porta a riscoprire ogni giorno come la vita matrimoniale sia sempre in movimento.
Non è un qualcosa che viene da sé, ma che si costruisce.
È la bellezza del vivere quando c’è movimento.
Quel continuo cercarsi.
“Per Dio il matrimonio non è utopia adolescenziale, ma un sogno senza il quale la sua creatura sarà destinata alla solitudine”. (Papa Francesco)
Siamo chiamati non a colmare un vuoto, ma a rendere ricca la nostra vita di quella diversità che è appunto l’essere uomo e donna, a far sì che riceviamo anche noi dalla vostra unione, quella ricchezza della bellezza di amarsi che ci arricchisce.
“La cosa più importante per un uomo è sapere che quando si accosta alla porta di casa, qualcuno, dall’altra parte, ascolta il rumore dei suoi passi “. (Clark Gable)
Il matrimonio non è solo una “cosa vostra”, appartiene anche a noi.
Non è personale, perché il sacramento del matrimonio ci ricorda che è un dono di Dio.
“E voi, mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei”. (San Paolo)
C’è un’unione con il cielo, nell’amore tra gli sposi.
La vita matrimoniale ha in sé il bello della vocazione, cioè, è un cammino comunitario fatto sì da singole scelte che poi diventano condivisione.
Spesso riporto la battuta: ”I figli non si fanno solo in due, ma si vogliono in due”.
C’è una ricerca l’uno dell’altra. E’ come una bici che, muovendosi, crea movimento in avanti. Si cerca qualcosa, si vuol raggiungere una meta.