venerdì, 1 Marzo 2024
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Omelia della Domenica 21 Gennaio 2024 (3^ Domenica del tempo ordinario Anno B)


Continuiamo il cammino degli apostoli.
Domenica scorsa abbiamo meditato la chiamata di Giovanni e Andrea. Oggi meditiamo la chiamata di altri apostoli.
Un aspetto che mi ha sempre colpito negli ultimi anni, leggendo il vangelo, è che Gesù nell’invito a seguirlo, non è persistente.
Chiama una sola volta.
Perché allora gli apostoli si lasciano facilmente coinvolgere?
Basta rileggere il vangelo per capire il loro entusiasmo:” Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.”

Lasciarono il loro fare non perché non avessero voglia di lavorare, ma perché hanno visto in Lui la risposta che attendevano nel cuore.
Non dimentichiamo che Giovanni e Andrea erano discepoli di Giovanni il Battista, quindi erano già in cammino.
Penso ad un’altra santa, Madre Teresa di Calcutta. Lei era già suora ma poi decise di vivere diversamente la sua vocazione :Come diceva lei stessa:”Una chiamata nella chiamata”.
Questo ci aiuta a capire di rimettersi sempre in gioco.
Come diceva Charles Peguy:”Una volta che hai incontrato Cristo non trovi più riposo”.
Quale messaggio annunciare dopo aver incontrato Cristo? Perché non trovi più riposo?
Perché come Giona, che abbiamo ascoltato nella prima lettura, e poi nel vangelo, siamo chiamati ad annunciare l’invito alla conversione.
Pensate: E’ il terzo mistero della luce: ”L’annuncio del regno di Dio e l’invito alla conversione”.
Viviamo la nostra vocazione da protagonisti ed offriamo a Dio il nostro tempo, non il tempo perso! Solo così saremo la differenza che, come il sale e la luce, da’ un senso e un gusto nuovo alla fede.