giovedì, 2 Febbraio 2023
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Omelia della XXX domenica del tempo ordinario Anno c (23 ottobre 2022)


Il vangelo della domenica di oggi ci prepara alla settimana di preghiera per i nostri defunti e al sacramento della Riconciliazione e le indulgenze per i defunti.
È un testo che ci aiuta a vivere la misericordia di Dio che, come già abbiamo riflettuto domenica scorsa, nella nostra vita si fa presenza anche nelle difficoltà maggiori.
Questo pubblicano riconosce, innanzitutto, una cosa importante della vera preghiera: ”Il pubblicano, invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”.
La penitenza, questo riconoscersi bisognosi di Lui.
Se non c’è questo bisogno, non inizierà mai un cammino di fede.
Anche se siamo praticanti, stiamo attenti a non cercare l’autoaffermazione di se stessi, come ha fatto il fariseo della parabola:
”O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adulteri e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”.
Io mi sento giusto perché “ho fatto questo e quest’altro..” ma la giustizia di Dio, ha un’altra misura. Dio ama chi lo ama, chi vuole vivere di Lui.
“L’umiltà è il senso dell’infinito. Il senso dell’infinito è la forza che ci porta in alto”.(Graty)
La preghiera è un atto di umiltà e non di esaltazione o, peggio, uno scambio.
Ricordo che quando frequentavo il liceo il nostro preside ci diceva:
”La santità si misura dai calli alle ginocchia”.
Bisogna essere come il pubblicano che riconosce il suo peccato e che, nello stesso tempo, ha bisogno della Sua Grazia. Io so di aver peccato, ma giustifico il mio errore, ho bisogno di cambiare.
Senza questa penitenza, cioè, senza il desiderio della conversione, non può esserci santità.
Non fare come dicono in tanti:”Ormai è abitudine e, quindi, è giustificato il mio errore… oppure io sono fatto così…”.
Cosa cerchiamo veramente? Dio o che l’altro venga da me?
Chi non si confessa mai?
Chi ritiene di non aver bisogno della Grazia di Dio.
Anche se spesso chiediamo a Dio il perdono dei nostri peccati e magari non siamo convinti oppure sappiamo che li rifaremo, pensiamo ad una cosa importante: ”Io chiedo perdono perché senza la Sua Grazia, cadrei ancor di più nel peccato”.
Nella parabola di oggi Gesù ci aiuta capire un passaggio necessario per noi: Nessuno è escluso dalla Sua Grazia.
Come ripete spesso il nostro Papa:”Prima di tutto, Dio perdona sempre! Non si stanca di perdonare. Siamo noi che ci stanchiamo di chiedere perdono. Ma Lui non si stanca di perdonare».