lunedì, 6 Febbraio 2023
Home / Catechesi / omelia domenica 29 gennaio 2023 (IV domenica del tempo ordinario Anno A)

omelia domenica 29 gennaio 2023 (IV domenica del tempo ordinario Anno A)


Il vangelo delle Beatitudini è una pagina del vangelo riportata in più occasioni non solo durante l’anno liturgico, ma anche in occasione delle feste come quelle di tutti i santi e ci invita a vivere il cammino della fede con la certezza di una speranza concreta: La beatitudine di vivere con Cristo.
Gesù ci invita a non perdere mai la speranza, a non diventare apatici o tristi perché non vediamo una risposta.
“Il nostro esame di coscienza dovrebbe riguardare le beatitudini e non i comandamenti”.(Marie-Dominique Philippe)
Nel mese di dicembre mi è capitato di leggere un articolo di Antonio Socci che commentava un testo di Peguy. L’autore francese riportava questo passaggio del libro “Il mistero di Giovanna D’Arco”. La fanciulla francese diceva così:”Non occorre che un acciarino per bruciare una fattoria. Occorrono, sono occorsi degli anni per costruirla… Ci vogliono mesi e mesi, c’è voluto lavoro e ancora lavoro per far crescere una messe. E non ci vuole che un acciarino per dar fuoco a una messe. Ci vogliono anni e anni per far crescere un uomo. C’è voluto pane e ancora pane per nutrirlo e lavoro e lavori di ogni genere. E basta un colpo per uccidere un uomo…».
Se pensiamo alla beatitudine della pace e della giustizia :
”Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,perché di essi è il regno dei cieli”.

Ripetere questo invito di Gesù in un momento di guerra che sia quella tra le nazioni o anche quelle familiari, ci fa riflettere su come Dio possa garantire una beatitudine, quando vediamo un tutto che abbiamo costruito, andare in cenere in poco tempo “Non occorre che un acciarino per bruciare una fattoria. Occorrono, sono occorsi degli anni per costruirla…”
Affidarsi a Dio, affidarsi alla Sua Parola che è Vita e Verità, ci spinge a seguire la Via dove conduce la nostra vocazione.
Già: La nostra vocazione perché tutti siamo chiamati ad essere uomini che costruiscono la pace e a vivere la persecuzione della fede che ha tante sfaccettature come anche la non collaborazione che spesso vediamo nei genitori quando si discute sulla necessità del cammino catechistico.
Eppure siamo qui. Perché?
La risposta io la ritrovo e la vivo, per quanto mi è possibile, in ciò che abbiamo ascoltato nella seconda lettura:”Grazie a lui voi siete in Cristo Gesù, il quale per noi è diventato sapienza per opera di Dio, giustizia, santificazione e redenzione, perché, come sta scritto, chi si vanta, si vanti nel Signore.”
Siamo chiamati ad essere uomini di fede che camminano nella realtà della nostra storia.
Inizieremo in questi giorni il triduo e poi la festa del nostro patrono san Biagio. Cosa ci hanno insegnato i santi martiri, se non proprio che Cristo è l’amore che consola?
La beatitudine è lo scopo di Dio per l’umanità; Ottieni questo bene supremo per te stesso, innanzitutto, affinché tu possa distribuirlo interamente ai tuoi simili”.(Sri Aurobindo)