lunedì, 20 Maggio 2024
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omelia DOMENICA DELLA SS. TRINITA ANNO A (domenica 4 giugno 2023)


Nel mese di gennaio, precisamente la domenica 15, vi proponevo una meditazione sul dono della Grazia.
Il Padre, nel dono del Figlio, in questo amore che si comunica noi, offre la Grazia dello Spirto santo.
Come scriveva il beato don Pino Puglisi:”Solo se si è amati si può cambiare; è impossibile cambiare se si è giudicati”.
Una vera relazione d’amore come lo è la SS.Trinità, da in dono all’uomo il meglio di se stesso.
Offrire la Grazia per la salvezza.
Cos’è al salvezza se non quella di contemplare la SS. Trinità?
Mi viene in mente quel passaggio del libro di Giobbe:”Io so che il mio redentore è vivo e che, ultimo, si ergerà sulla polvere! Dopo che questa mia pelle sarà strappata via, senza la mia carne, vedrò Dio. Io lo vedrò, io stesso, i miei occhi lo contempleranno e non un altro.”
La certezza di questa presenza divina che trasforma la nostra vita, che dà un senso al mio stessovivere. È il dono della relazione della SS.Trinità con la mia vita.
È come entrare dentro la ruota di una bici, tutto si muove, tutto procede in avanti, ed io faccio parte di questo amore che è sempre nuovo.
Riconoscere questa Presenza nella mia vita, è il cammino della fede.
Un mettersi in cammino con Lui.
La fede è affidamento alla Sua volontà. Come insegna il dogma della SS:Trinità:”“La Chiesa esprime la sua fede trinitaria confessando un solo Dio in tre Persone: Padre e Figlio e Spirito Santo. Le tre Persone divine sono un solo Dio perché ciascuna di esse è identica alla pienezza dell’unica e indivisibile natura divina. Esse sono realmente distinte tra loro, per le relazioni che le mettono in riferimento le une alle altre: il Padre genera il Figlio, il Figlio è generato dal Padre, lo Spirito Santo procede dal Padre e dal Figlio”. (CCC, 48)
Affidarsi a Dio, vivere dentro questo Mistero, lasciarsi avvolgere da esso.
Cos’ la fede se non la certezza che la Sua parola è vita per la mia vita!
Così scriveva il teologo Balthasar:”Possiamo avvicinarci a Dio solo se rimane in noi lo spazio libero perciò che la sua volontà ha di inatteso”.
Mi è piaciuto subito questo pensiero, appena l’ho letto.
Questo termine “inatteso”. Dio è un Mistero è rimarrà sempre tale, che ci invita ad un pellegrinaggio verso Colui da cui nasce la stessa vita.
Nella 1^ domenica di avvento, vi riportavo questo passaggio: ”E’ la meta che da un senso al cammino e non viceversa”.
Ecco la nostra meta, la relazione della SS.Trinità. Dio che è amore si comunica noi nell’amore. Tutto diventa Grazia.
La nostra vocazione, il nostro destino, è amore Dio, far parte di Lui, andare verso di Lui.
Scriveva Pasolini: ”Senza destino tutto si svuota, s’annerisce, s’indurisce, non vive”