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sabato, 28 Maggio 2022
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OMELIA DOMENICA SANTA FAMIGLIA – ANNO c 2021


Oggi celebriamo la domenica dopo il Natale, una domenica che quest’anno viviamo proprio in coincidenza con la festa di Santo Stefano.
La Chiesa ci propone la festa della Santa Famiglia di Nazaret, occasione che ci pone a metterci in ascolto della parola di Dio e a vivere il dono di essere famiglia.
Questo dono è stato ripreso in più occasioni durante l’Avvento e in particolare l’ultima domenica:La visitazione di Maria a santa Elisabetta, il dono dei loro figli, Gesù e Giovanni Battista.
Solo partendo da questa gratitudine possiamo scoprire che l’essere famiglia è l’occasione in cui viviamo la nostra fede in un amore concreto.
Bisogna superare la formalità di queste feste:”Vado a trovare i miei genitori oppure tra poco andrò al cimitero ecc… perché bisogna farlo almeno ogni tanto”.
Io lo faccio e lo vivo per scelta.
Questa fede che Dio mi offre, questa Grazia che mi salva, è concreta in un incontro.
Solo in questa gratitudine viviamo nel figlio e con lui, la vocazione che Dio offre nel cammino della fede.
Nell’ultima lezione di catechesi di quest’anno, abbiamo meditato sullo smarrimento e sul ritrovamento di Gesù al tempio. Riprendiamo questo passaggio che definiremo fondamentale per capire tutto ciò che stiamo dicendo:”«Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro”.
Dio ci mette in gioco con noi stessi. Abbiamo la libertà di amare e di lasciarsi amare. Non di volere che l’altro faccia tutto ciò che vuole, ma di chiedere a Dio cosa Lui veramente vuole da noi per accompagnarlo in questa scelta.
Desiderare il bene dell’altro,comporta anche il sacrificio di mettersi da parte.
“Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore”.
Anche la Madonna si trova come “impreparata” di fronte al Figlio e cosa fa lei? Si lascia guidare da Dio “conserva nel cuore”.
Bella questa espressione di Luca. E’ come se il passaggio dal ventre passasse al cuore.
Il Figlio diventa tutto con se stessa.
Non lascia che prendano il sopravvento le nostre paure sul domani, ma si affida a Dio.
La fede è questa attesa di un Mistero che si svela passo dopo passo.
Dio si fa carne giorno dopo giorno.La realtà per noi diventa sempre più quel mondo in cui viviamo, ciò per cui siamo stati creati.
“in attendere è gioia più compita”.(Eugenio Montale)
Come genitori eleviamo a Dio questo attendere e questa preghiera e chiediamo anche noi cosa significa amare veramente i figli. Una volta, don Giussani diceva ad un papà cosa significa voler bene ai figli:
”Il modo vero di voler bene è che, proprio quando questa tenerezza è intensa, vera e trascinante, umanamente trascinante, dovresti fare un passo indietro, guardarli e dire: “Che ne sarà di loro?”, perché, voler bene è capire che hanno un destino, che non sono tuoi, (sono tuoi e non sono tuoi), che hanno un destino e che è proprio guardando la drammaticità che il destino impone… che tu li rispetterai, gli vorrai bene, sarai disposto a fare tutto per loro, non ti farai ricattare dal fatto che ti obbediranno o no».