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venerdì, 27 Novembre 2020
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OMELIA FESTA CRISTO RE – ANNO A 2020


A conclusione del tempo ordinario, da domenica prossima inizieremo il tempo di Avvento, il nuovo anno liturgico durante il quale la Chiesa ci invita alla festa di Cristo, re dell’universo.
Dopo la lettura del vangelo di questa domenica, ci confrontiamo con noi stessi e, come abbiamo già meditato domenica scorsa, in questa giornata mondiale dei poveri siamo invitati a domandarci se la nostra caritativa è stata tale o meno, se il nostro essere presenza accanto a chi soffre è stata verità oppure ci siamo voltati dall’altra parte.
Ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”.
La pagina del “Giudizio universale” ci sprona nelle nostre coscienze non solo per un’etica di rapporti umanitari, ma per un passaggio da non leggere velocemente, un passo in cui ritroviamo la sintesi della parola carità:
“In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.
Lo hai fatto a me, hai riconosciuto nel volto di chi hai avuto di fronte, ti sei fatto prossimo e hai riconosciuto il Mio volto.
Riconoscere Dio nel volto dei poveri, è il dono vero della carità.
Questo passaggio del vivere la carità ci fa essere la differenza.
La festa di Cristo Re, la regalità non è da confondere con la superiorità sugli altri ma, come ci insegna Gesù Maestro, è il servizio.
“La carità, l’amore è condividere in tutto la sorte dell’amato. L’amore rende simili, crea uguaglianza, abbatte i muri e le distanze”. (Papa Francesco)
È un divenire ogni giorno costruttori di pace, un essere protagonisti di ciò che sarà il domani!
Perché vivere la carità nel nome di Cristo?
Perché vivo in attesa di Lui.
Dalla prima lettura del Vangelo abbiamo ascoltato:”Il Signore verrà a giudicare”.
Non vivere il tuo essere cristiano per la paura di un giudizio!
Vivi tutto il tuo essere nella libertà di essere amato e, nello stesso tempo, di amare!
La frase di Gregorio Nisseno ”Il cristiano deve ricordarsi di ciò che avverrà”, mi ha aiutato a riflettere.
Occorre vivere ponendosi sempre nella speranza in Colui che è giudice nella misericordia ed anche giustizia.
Dio chiederà non tanto come abbiamo fatto, ma l’impegno dato nella caritativa.
Madre Teresa di Calcutta ripeteva più volte:” Dio non pretende da me che abbia successo. Dio mi chiede di essere fedele”.
La fedeltà di vivere un cammino verso…
Solo nel dono della Sua Grazia viviamo la caritativa di essere presenza accanto a chi soffre, diventiamo acqua per chi ha sete e pane per chi ha fame…
Caritativa è divenire risposta ad una domanda.