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mercoledì, 5 Agosto 2020
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omelia FESTA DI SAN GIOVANNI BOSCO – 31 GENNAIO 2020


E’ bello festeggiare, con i giovani, il nostro San Giovanni Bosco e per noi è anche l’inizio del triduo della festa del nostro patrono. Tutto questo ci porta a riflettere sul cammino che abbiamo iniziato nella nostra fede, su un cammino nuovo perché, anche se è passato un mese dall’inizio dell’anno, possiamo dire che siamo sempre all’inizio della fede, che sappiamo guardare al domani con quella speranza che i santi ci hanno insegnato.
Come iniziare tutto questo?
Vi leggo un brano scritto da alcuni salesiani:
“ Signore, accetto di tacere per sentire ciò che non è udibile.
Accetto di fare silenzio per ascoltare una voce che non sia la mia soltanto.
Accetto di non sapere per accogliere un messaggio misterioso della vita.
Ecco, con pazienza sto in ascolto:
Vieni, Signore della vita, perché io viva la vita per intero.
Vieni, Dio della felicità, perché io gusti per intero la felicità.
Vieni, Dio della speranza, perché io lotti con speranza per la vita e la felicità di ogni creatura.
Veni, Dio della meraviglia e della certezza,
ma insieme poni nel cuore di ciascuno la consapevolezza che felicità è vivere alla tua presenza. Amen”.

Mi colpiva questo passaggio:”Accetto di fare silenzio per ascoltare…”
Se ci manca il silenzio, se lo riempiamo di tutto ciò che abbiamo con noi, con il telefonino, ascoltando la TV o la musica, mi domando:
”Cosa ascolto veramente?”
Rischiamo di non ascoltare mai cosa dice Gesù al nostro cuore.
Mettiamoci in ascolto, guardiamo coloro che prima di noi hanno offerto la loro vita per gli altri e, in particolare, San Giovanni Bosco che ha offerto tutto per l’educazione dei giovani!
Diceva il santo:”Dalla buona o dalla cattiva educazione della gioventù dipende un buono o un triste avvenire della società”.
È nostro compito guardare al futuro, a chi viene offerta l’educazione. Fondamentale la bontà del cuore di ascoltare, cioè, di accogliere la parola di Dio senza il timore che sia diversa da ciò che invece offre il mondo.
Cosa dare veramente all’altro?
Vi riporto una storia che raccontava San Giovanni Bosco:
I capricci d’un padroncino.
Una madre troppo tenera guastava un suo figliuoletto col soddisfare quanti capricci potevano venirgli in capo alla giornata. Una sera il fanciullo, mentre stava giocando nel giardino con una cameriera, si mise a piangere e ad urlare. La madre, appena l’ebbe udito,affacciatasi ad una finestra, le ordinò di dare a suo figlio quant’ei voleva. – « Affè, signora mia, rispose la cameriera, questa volta è impossibile ch’io lo compiaccia. – Come? Insolente! Vattene tosto da casa mia. – Si calmi per amor del cielo, signora: Suo figlio ha visto la luna nella fontana e vuol ch’ io gliela dia. » – La madre arrossì e la lezione non fu perduta.