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sabato, 8 Agosto 2020
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OMELIA FESTA INIZIO CATECHISMO 2019 (29 ottobre)


Oggi stiamo insieme per vivere la festa del mandato catechistico e per dare, così, la testimonianza di Comunità. La catechesi, infatti, non riguarda solo l’impegno delle catechiste/i, ma anche di tutti noi che viviamo un cammino di fede.
Il catechismo non è una lezione in più, ma un accogliere una testimonianza di fede dell’adulto che vuole vivere un’amicizia con l’altro.
Ecco la bellezza della catechesi: Vivere in Comunione il cammino con cui Gesù ci chiama ad essere ciò che veramente siamo.
Come già spiegavo agli adulti nella catechesi biblica del Buon seminatore, senza un cammino rischiamo di rimanere un seme inattivo.
Il chicco di frumento
Un chicco di frumento si nascose nel granaio.
Non voleva essere seminato.
Non voleva morire.
Non voleva essere sacrificato.
Voleva salvare la propria vita.
Non gliene importava niente di diventare pane.
Né di essere portato a tavola.
Né di essere benedetto e condiviso.
Non avrebbe mai donato vita.
Non avrebbe mai donato gioia.
Un giorno arrivò il contadino.

Con la polvere del granaio spazzò via anche il chicco di frumento.
Mettersi sempre in confronto: Questo il bello della fede.
Non lasciamoci coinvolgere dalla stanchezza, dalla pigrizia o peggio ancora dall’apatia, ma affidiamoci al Signore perché Egli converte i nostri cuori.
Come dicevo ai vostri catechisti:”Non esiste la conversione a tavolino o la lezione perfetta del catechismo”.
“Nessuno diventa cristiano da sé. Non si fanno cristiani in laboratorio. Il cristiano è parte di un popolo che viene da lontano. Il cristiano appartiene a un popolo che si chiama Chiesa e questa Chiesa lo fa cristiano, nel giorno del Battesimo e poi nel percorso della catechesi, e così via.”(Papa Francesco)
Questo pensiero l’ho già proposto in occasione della festa dei cresimandi di quest’anno, proprio perché ognuno di noi scoprisse il dono che ha dentro.
Dobbiamo risvegliare la nostra fede e non vedere il catechismo come una cosa da fare perché, diversamente, non faremo la prima Comunione ecc….
Anche con i fratelli e con le sorelle più grandi che si preparano al matrimonio, si fa catechismo. All’inizio non sono tanto felici, poi riscoprono la gioia di capire, cioè, di fare un cammino che non è solo un “imparare” ma un “mettersi in discussione”.
La gioia di stare insieme: Questa la proposta del catechismo.
Dalla mia esperienza pastorale, posso dire che negli ultimi decenni questa gioia sta venendo meno. Sarà per la tecnologia o per altro.
Esiste una gioia vera che è la Comunità che noi dobbiamo sempre risvegliare.
Penso ai tanti gruppi e alle diverse associazioni che si trovano in parrocchia. Eppure tanti non significa Comunità. Bisogna vivere un ideale unico anche se per strade diverse.
Questa forza fa Comunità.