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mercoledì, 5 Agosto 2020
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omelia NATALE – S. MESSA ORE 11,00 – ANNO A 2019


Come scrivevo nell’editoriale del nostro giornale parrocchiale, il dono del Natale è questa ricerca di Dio che vuole incontrarci.
Il dono dell’Incarnazione è il porsi in ascolto del nostro cuore.
Come ritroviamo nel libro del profeta Sofonia, l’uomo deve vivere questa ricerca:
” Cercate il Signore
voi tutti, poveri della terra,
che eseguite i suoi ordini,
cercate la giustizia,
cercate l’umiltà;
forse potrete trovarvi al riparo
nel giorno dell’ira del Signore”.

Nel Signore viviamo il dono di ritrovarci in un Amore che ci coinvolge.
Questo cammino, questa ricerca, porta con sé anche la fatica.
Ogni desiderio vero comporta una fatica e un lavoro e come ogni agricoltore sa, dopo la semina c’è la pazienza dell’attesa.
La nostra vita non è raccogliere, ma seminare in ogni stagione”.
(Ermes Ronchi)
Noi viviamo questa semina perché poniamo in Dio ogni nostra speranza.
Il Vangelo di oggi riporta insistentemente questo passaggio:
”E’ il Verbo si fece carne”.
Il Natale non è solo il racconto di ciò che è avvenuto, ma di ciò che avviene:
” A quanti però l’hanno accolto,
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
13 i quali non da sangue,
né da volere di carne,
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.(Gv 1,12-13)

Siamo suoi perché amati e desiderati da Lui.
Dio vive nella ricerca dei nostri cuori, della nostra appartenenza e dell’adesione a Lui. L’uomo si pone in ascolto e in cammino verso di Lui.
Luca:” Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l’un l’altro:
«Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». Andarono, senza indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il Bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del Bambino era stato detto loro”.

Si muovono per ritrovarsi insieme a contemplare Gesù che è Bambino. “Gesù viene per chi non capisce e ha dubbi. Per l’imperfezione da amare, lo scarto da accogliere, l’indegno da abbracciare”.(Don Dino Pirri)
Pensiamo per un attimo allo stupore nel primo incontro con la vita, nel vedere nostro figlio appena nato, allo stupore della vita, ad un amore che si è fatto carne.
Perché c’è la guerra?
Perché lasciamo che il male entri nel mondo?
Solo perché non abbiamo più lo stupore della vita.
Se non riusciamo a ricordare più lo stupore della vita, se non riusciamo a ricordare l’affettività di Dio, tutto passa, come il sole che lascia il posto alla notte.
Lasciamo che il nostro cuore sia colpito dal fascino di Cristo!.
Non perché mi sia stato detto che tu eri Figlio di Dio ascolto la tua parola: ma la tua Parola è bella al di sopra di ogni parola umana e da ciò riconosco che sei il Figlio di Dio”.(Andrè Gide)
La fede in Dio, questa ricerca continua spinge a vivere la nostra vita, a riscoprire un senso in ogni istante perché Dio è l’istante.
Non dobbiamo temere il dubbio che si pone di fronte a noi.
Il Cristianesimo non è una lezione perfetta:”2+2=4”. E’ una continua domanda, in quanto Dio allora come ora, si propone come luce nella nostra vita:
Veniva nel mondo
la luce vera,
quella che illumina ogni uomo
.(Gv 1,9)
Viviamo sempre la speranza di non sentirci soli nel nostro cammino!
A chi offriamo la fatica della nostra ricerca del senso della storia?
Noi siamo un popolo che porta con sé la tradizione della devozione alla Madonna, una devozione che significa legame vero verso Colei che è Madre e come ogni Madre e, soprattutto , ogni maternità , si fa vera nella presenza del nostro cammino di fede. È il modello della fede.
“Maria è lì, fedelmente presente ogni volta che c’è da tenere una candela accesa in un luogo di foschia e di nebbia”.(Papa Francesco)
Viviamo questa luce del Natale che rischiara le tenebre dei nostri dubbi e che, insieme a Maria, ci conduce per mano nella vita!
Nell’amicizia come Maria, viviamo la nostra fede!
Il Cristianesimo non è un pensiero, ma l’annuncio di una Presenza. L’incarnazione è un fatto accaduto. Senza la Madonna non potremmo intendere nulla del senso religioso, della pretesa cristiana e della Chiesa”.(Don Giussani)